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Catania
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top
mwigCatania (mwiwafi: /kaˈtanja/cite-ref-5[5], , mwkgCatania in mwkwsiciliano, mwlaCateunia in mwlqgallo-italico di Sicilia,mwlgafi: [kaˈtɛu̯nja]cite-ref-6[6]) è un mwnacomune italiano di mwnq296 873 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], mwogcapoluogo dell'mwowomonima città metropolitana in mwpaSicilia; la "città etnea" è inoltre il mwpqdecimo comune italiano per popolazione, nonché primo fra i non capoluoghi di regione.
È il centro dell'mwpwarea metropolitana più densamente popolata della Sicilia, e di una più ampia mwqaconurbazione nota come mwqqSistema lineare della Sicilia orientalecite-ref-7[7]. La città è inoltre il fulcro economico e infrastrutturale del mwrgDistretto del Sud-Est Sicilia, istituito il 26 febbraio 2014cite-ref-8[8] alla presenza dell'allora presidente della mwswRepubblica Italiana mwtaGiorgio Napolitano, è sede dell'mwtqAeroporto di Catania-Fontanarossa "Vincenzo Bellini", quinto in Italia per traffico passeggeri.
Fondata nel 729 a.C. dai mwtwgreci mwuacalcidesi della vicina mwuqNaxos, la città vanta una storia millenaria i cui resti ne arricchiscono il patrimonio artistico, architettonico e culturalecite-ref-9[9]. Fu un'importante città mwvgromana e poi mwvwgreco-bizantina fino al 900, quando venne conquistata dagli mwwaarabi e poi successivamente dai mwwqnormanni. Sotto la mwwgdinastia aragonese fu capitale del mwwwRegno di Sicilia, e dal 1434 per volere del re mwxaAlfonso V è sede della più antica mwxqUniversità dell'isolacite-ref-10[10]. Nel corso della sua storia è stata più volte interessata da mwygeruzioni vulcaniche (la più imponente, in epoca storica, è quella del mwyw1669) e da mwzaterremoti (i più catastrofici ricordati sono stati quelli del mwzq1169 e del mwzg1693).
Il mwaabarocco del mwaqsuo centro storico è stato dichiarato dall'mwagUNESCO mwawPatrimonio dell'umanità, assieme a quello di sette comuni del mwbaVal di Noto (mwbqCaltagirone, mwbgMilitello in Val di Catania, mwbwModica, mwcaNoto, mwcqPalazzolo Acreide, mwcgRagusa e mwcwScicli), nel 2002.
Per l'ingenza e la conservazione del patrimonio architettonico e culturale mwdqliberty catanese, la città ha ricevuto nel 2016 il premio di mwdgBest LibertyCity ("Miglior città dell'mwdwArt Nouveau" o "città liberty dell'anno") dall'Associazione nazionale Italia Liberty.cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] Nel 2025 è stata insignita del premio mwkaCittà italiana dei giovani, promosso dal mwkqConsiglio Nazionale dei Giovani che ha voluto premiare la città etnea per il progetto mwkgNict Nact / VolcaNict a sostegno delle iniziative politiche per le nuove generazioni.cite-ref-17[17]
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cucina
• Cultura
• Media
• Teatro
• Cinema
• Musica
• Economia
• Strade
• Porti
• Sport
• Calcio
• Futsal
• Hockey
• Cricket
• Rugby
• Squash
• Baseball
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Catania offre paesaggi eterogenei concentrati in un'area ristretta. Sorge sulla costa orientale mwogdell'isola, ai piedi dell'mwowEtna (il vulcano attivo più alto d'mwpaEuropa) a circa metà strada tra le città di mwpqMessina e mwpgSiracusa, affacciandosi sul mwpwmar Ionio con il mwqagolfo che da essa prende il nome.
Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud-est, e montuoso a nord per la presenza dell'Etna. Esso comprende anche una consistente parte della mwqgpiana di Catania ('mwqwa Chiana), una tra le più estese aree coltivate della Sicilia, la cui zona più vicina al mare costituisce l'mwraOasi del Simeto, riserva naturale di circa 2.000 mwrqettari, istituita nel 1984. L'Oasi del Simeto prende nome dal fiume mwrgSimeto che sfocia a sud della città, nella frazione Primosole (mwrwmwsaVI Municipio "San Giorgio Librino - San Giuseppe La Rena Zia Lisa Villaggio Sant'Agata").
Il nucleo originario della città era situato su un'altura: la collina di mwsgMonte Vergine (mwsw49 m s.l.m.), nata da un'eruzione preistorica dell'Etna datata tra 15.000 e 3960 ± 60 anni dal presente, corrispondente all'odierna mwtgPiazza Dante Alighieri dove sorge il mwtwmonastero di San Nicolò l'Arena (diventata sede universitaria), nei pressi della quale scorreva un corso d'acqua, l'mwuaAmenano, che sfociava vicino a mwuqPiazza del Duomo, mentre a sud vi era il terrazzo di Acquicella (mwug15 m s.l.m.), separato dal fiume da una valle, poi colmata dalle lave dell'mwuweruzione del 1669. L'unico altro rilievo importante è la collina di mwvaSanta Sofia (mwvq303 m s.l.m.), nel quartiere omonimo, dove sorge la mwvgCittadella Universitaria, quasi al confine con mwvwGravina di Catania, comune del vasto hinterland.
Il verde pubblico è costituito dai parchi situati all'interno della città (le aeree verdi sono 20cite-ref-18[18]). Sono sei quelli di una certa grandezza e importanza: il mwxqGiardino Bellini o Villa Bellini, chiamato mwxgmwxw'a Villa, è dedicato al musicista mwyaVincenzo Bellini; il mwyqGiardino Pacini o Villa Pacini, soprannominato mwygVilla 'e varagghi (cioè "degli sbadigli") dedicato al musicista mwywGiovanni Pacini; il mwzaParco Gioeni (situato a nord del quartiere Borgo, alla fine della via Etnea, tra i più estesi); il Parco Falcone e Borsellino (a nord del corso Italia), dedicato agli omonimi magistrati uccisi dalla mafia; e il mwzgBoschetto della Plaia (il maggiore per estensione, nella zona tra il sud della città e l'mwzwaeroporto Vincenzo Bellini, l'ex Mercato Ortofrutticolo Comunale e il quartiere della mw0aPlaia). Tra gli altri, per l'importanza storica e per la conservazione della biodiversità, va segnalato l'mw0qorto botanico di Catania nel quartiere Mercede (mw0gmw0wIII Municipio "Borgo Sanzio"').
La città è attraversata da un fiume sotterraneo, il già citato Amenano, che anticamente sfociava dove c'è la suddetta Villa Pacini e nel ventunesimo secolo sfocia più a sud-est, dove c'è il porto. Esso si rende visibile alla mw1wFontana dell'Amenano, fontana in mw2amarmo bianco chiamata dai catanesi lmw2q'mw2gAcqua a 'llinzolu che sorge tra la cosiddetta "mw2wPescheria" e la piazza del Duomo, e nei sotterranei del locale Ostello Agorà. In passato, fino al 1669, poco fuori dalle mura a ovest si trovava una piccola mw3azona umida naturale, nota con il nome di mw3qmw3gGurna di Nicitocite-ref-19[19], probabilmente alimentata da un corso d'acqua: l'area, oggi scomparsa, è stata coperta dalla mw5qcolata lavica del 1669cite-ref-s-branca-2019-01-20-0[20]. Sebbene la toponomastica locale conservi la memoria di questo ambiente nel nome di via Lago di Nicito, il perimetro esatto e l'ubicazione dell'area restano incerti.
Ma è stato tutto il territorio circostante a mutare profondamente in seguito a calamità naturali come le varie colate laviche: la costa a nord del porto è costituita da una mw6wscogliera, sita dove è presente la mw7aStazione Centrale, detta dellmw7q'mw7gArmìsi e formata in varie epoche storiche nel 1169, 1329 e 1381, anno in cui venne coperto anche parte dell'antico mw7wPorto Ulisse nel quartiere mw8aOgnina; tale tratto di costa comprende la spiaggetta di mw8qSan Giovanni li Cuti. L'area a sud del mw8gCastello Ursino, che in origine si affacciava direttamente sul mare dal promontorio meridionale di Catania, è oggi il risultato della grande colata lavica del 1669 indicata sopracite-ref-s-branca-2019-01-20-1[20]. Durante l'eruzione, la colata superò le mura della città, si accumulò progressivamente intorno al Castello e iniziò a colmare il fossato che circondava l'edificiocite-ref-s-branca-2019-01-20-2[20], oltrepassando anche i dintorni del bastione noto con il nome di mw-wBaluardo di San Giorgiocite-ref-s-branca-2019-01-20-3[20]. Fra maggio e giugno, la lava raggiunse quasi l'altezza delle finestre del Castello, che vennero murate per protezionecite-ref-s-branca-2019-01-20-4[20], e il flusso principale si riversò in mare formando un delta lavico di circa 1500 metri di estensione e spostando in avanti la linea di costa di circa 800 metricite-ref-s-branca-2019-01-20-5[20]. Questo processo modificò radicalmente la conformazione costiera, isolando il Castello dalla riva e innalzando il livello del terreno circostante di molti metricite-ref-s-branca-2019-01-20-6[20]. Di conseguenza, la linea di spiagge mwaqwsabbiose della Plaja, oggi mwaq0nota area balneare, iniziò più a sud rispetto al tracciato precedente, sviluppandosi sul nuovo terreno creato dalla solidificazione della lava con la copertura o il riassorbimento delle precedenti zone umide e delle spiagge naturali.
Clima
La città e la mwaripiana di Catania presentano un mwarmclima mediterraneo, pur con alcuni connotati di tipo subtropicale e continentale, ben ravvisabili dall'analisi dei dati climatici delle mwarqstazioni meteorologiche ufficiali di mwaruFontanarossa e di mwarySigonella, che descrivono rispettivamente il quadro relativo alla città di Catania e all'entroterra della piana.
Le mwargprecipitazioni sono comprese in media tra i 450 e i mwark550 mm annui, con minimo estivo molto marcato e moderato picco nella stagione autunnale.
L'inverno assicura temperature generalmente piuttosto miti, ma l'mwarsescursione termica rispetto alle ore notturne è abbastanza pronunciata, specie in presenza di cielo sereno e vento debole, per effetto della presenza di un esteso territorio pianeggiante a sud, e nella parte più interna, della presenza dell'Etna. La neve è molto rara, a causa dell'ombra orografica dell'Etna che ripara la città dai freddi venti settentrionali. Nonostante ciò, occasionali fioccate si sono viste più volte nel corso degli anni nei quartieri collinari, più consistenti nell'hinterland a nord della città. Brevi nevicate si sono avute il 9 febbraio 2015, il 6 gennaio 2017 e il 5 gennaio 2019 anche se l'ultima nevicata con accumulo di particolare rilevanza risale al 16-17 dicembre 1988.
Il record assoluto di freddo, -7mwar0 °C, fu raggiunto il 1º febbraio 1962cite-ref-21[21].
L'estate, di lunga durata, si presenta molto calda, a volte con alti tassi di umidità. Mentre lungo la fascia litoranea le temperature massime sono parzialmente contenute dalla brezza marina di mwasmlevante, nella parte più interna della città e della piana si registrano valori molto elevati.
Alle ore 15 del 24 luglio 2023 la temperatura ha raggiunto il picco di 47,6 gradicite-ref-22[22].
| Catania m 4 s.l.m. (1965-1994) [ 23 ] [ 24 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Catania m 4 s.l.m. (1965-1994) [ 23 ] [ 24 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 15,0 | 15,4 | 17,0 | 19,3 | 23,2 | 27,1 | 29,9 | 30,2 | 27,3 | 23,2 | 19,2 | 16,0 | 15,5 | 19,8 | 29,1 | 23,2 | 21,9 |
| T. min. media ( °C ) | 7,8 | 7,9 | 9,1 | 11,0 | 14,6 | 18,2 | 20,8 | 21,3 | 18,7 | 15,4 | 11,7 | 8,9 | 8,2 | 11,6 | 20,1 | 15,3 | 13,8 |
| Precipitazioni ( mm ) | 95 | 60 | 55 | 33 | 24 | 7 | 6 | 13 | 53 | 129 | 98 | 108 | 263 | 112 | 26 | 280 | 681 |
| Vento ( direzione - m / s ) | W 4,7 | W 5,0 | W 5,0 | W 5,0 | E 5,1 | E 5,3 | E 5,2 | E 5,0 | E 4,7 | W 4,5 | W 4,4 | W 4,7 | 4,8 | 5,0 | 5,2 | 4,5 | 4,9 |
Origini del nome
Secondo lo storico greco mwatyPlutarcocite-ref-25[25] il suo nome deriva dal siculo mwatskatane (cioè mwatwgrattugia, parola di origine indoeuropea), per l'associazione con le asperità del territorio mwat0lavico su cui sorge, o anche dal mwat4latino mwat8catinum (catino, bacinella) per la conformazione naturale a conca delle colline intorno alla città o come riferimento al bacino della mwauaPiana. L'mwaueetimologia resta comunque oscuracite-ref-kat-26-0[26]: secondo altre interpretazioni, il nome deriverebbe dall'apposizione del prefisso mwauygreco mwauckatà- al nome del mwaugvulcano mwaukEtna (Aitnè, dal greco) (in modo che ne risulti "nei pressi di" o "appoggiata" all'Etna)cite-ref-27[27]. In epoca araba il geografo mwau4Al-Muqaddasi precisa che la città di Qutāna «Si chiama anche Madīnat al-Fīl (Città dell'Elefante)» e mwau8Idrisi la riporta come Balad al-fîlcite-ref-28[28], di analogo significato.
Nel 1836 la città di Catania fu soprannominata "la Sicula Atene"cite-ref-29[29] per via della vocazione commerciale. Altri soprannomi attribuiti sono quelli di “protettrice dei Re”, riferito al mwavkperiodo aragonese 1282-1412 – «mwavo mwavscastigo Rebelles, Invictos supero, Catania tutrix regummwavw » si legge nello stemma civico pubblicato per la mappa della città sul mwav0mwav4Civitates orbis terrarum, volume V, 1598cite-ref-30[30]cite-ref-31[31] –, quando il Castello Ursino fu sede della monarchia siciliana (e quindi mwawccapitale della Sicilia); o ancora di “Milano del sud” in relazione al grande mwawgboom economico che ebbe negli anni '60cite-ref-32[32].
Storia
Età antica
La mwaxicollina di Monte Vergine occupa una posizione strategica fra il mare, l'Etna e la maggiore pianura di Sicilia. Le frequentazioni umane preistoriche sono state intercettate in più punti e in particolare nell'area dell'ex mwaxmMonastero dei Benedettini di mwaxqSan Nicolò l'Arena e in quella confinante di via Teatro Greco. All'interno dell'area del monastero benedettinocite-ref-33[33], i reperti rinvenuti risalgono al periodo compreso tra il Neolitico e la fine dell'età del Rame; agli inizi dell'mwaxkEneolitico si data una mwaxotomba a fossa polisoma, rinvenuta sempre all'interno del monastero. In uno spazio delimitato fra l'mwaxsOdeon e la via Teatro Grecocite-ref-34[34], sono state individuate stratificazioni urbanistiche riconducibili a due fasi preistoriche. La prima, datata al radiocarbonio alla seconda metà del VI millennio a.C., è relativa all'insediamento umano di uno o più ripari sotto roccia, dagli inizi del Neolitico medio fino a quello tardo. La seconda fase, datata al radiocarbonio alla fine del V millennio a.C., appartiene a un abitato con capanne degli inizi dell'Eneolitico, cui verosimilmente va attribuita la citata tomba scoperta ai Benedettini.
Sebbene si conoscano rinvenimenti sporadici dell'età del Bronzo e di quella del Ferro, l'area era probabilmente disabitatacite-ref-cita-frasca-2015-p-167-35-0[35] quando, nel 729-728 a.C., mwayucoloni greci provenienti da mwayyNaxos, a sua volta fondata da mwaycCalcide in mwaygEubea, guidati dall'ecista mwaykEvarco vi fondarono mwayoKατάvη. La città greca conobbe la sua stagione migliore nel corso del V secolo a.C. e si sviluppò un vasto abitato grecocite-ref-cita-frasca-2015-p-167-35-1[35]. Nel 476 a.C. mway8Gerone I di mwazaSiracusa ne fece la propria sede, sostituendo gli abitanti e mutandone il nome in mwazemwaziAitnacite-ref-36[36]cite-ref-37[37]. Tale episodio, cantato da mwazsPindaro, durato un quindicennio, potrebbe essere stato al centro di una tragedia perduta di mwazwEschilocite-ref-38[38], ma restano monete d'argento tra le più eleganti dell'antichità. Riacquisiti l'antico nome e gli originari abitanti, alla fine del secolo, durante la mwaaeguerra del Peloponneso, la città parteggiò per mwaaiAtene contro Siracusa. Conquistata dai Siracusani nel 403 a.C., dispersi i suoi abitanti e ripopolata con mercenari Campani, per la città ebbe inizio un declino che si concluse solo con la conquista romana di mwaamManio Valerio Massimo Messalla nel 263 a.C.
mwaauCàtina (o Càtana) divenne colonia augustea nel 21 a.C. Da quel momento la città si dotò di grandi edifici pubblici che la trasformeranno in uno dei più ragguardevoli centri dell'impero e che nei secoli successivi condizioneranno il suo sviluppo urbanocite-ref-atripaldi12-39-0[39]. La città fu sede di una precoce comunità cristiana e dal IV secolo, se non da prima, di una cattedra vescovile. Al cristianesimo si legano le trasformazioni di alcuni edifici e il lento processo di sviluppo da città antica a città medievale.
Età medievale
Alla mwaawcaduta dell'Impero romano la Sicilia venne conquistata nel VI secolo dagli mwaa0Ostrogoti del re mwaa4Teodorico il Grande che si occupò della ricostruzione delle mura della città, utilizzando le pietre che costituivano l'anfiteatro romanocite-ref-40[40]. Venne in seguito conquistata dai mwabmBizantini, e nella prima metà del IX secolo dai musulmanicite-ref-41[41]. Quello del dominio islamico fu per Catania un periodo di decadenza, poiché gli arabi oppressero la cultura profondamente mwabggreco-bizantina della Sicilia orientale e spostarono il centro del potere nella parte occidentale dell'isola, a mwabkPalermo. Nel 1071 viene conquistata dai mwaboNormanni; Ruggero preferì creare una struttura civile ed ecclesiastica integralmente nuova, affidando ai monaci benedettini la direzione dell'evangelizzazione religiosa e della riorganizzazione civile. Catania venne infeudata al fidato monaco bretone Ansgerio. Questi venne anche nominato abate dell'Abazia benedettina di S. Agata, e vescovo di una nuova diocesi molto larga (da Mascali a Enna e Piazza Armerina). Con l'approvazione del mwabspapa Urbano II (mwabwbolla pontificia del 9 marzo 1092); la città sarà elevata solo nel 1859 a sede arcivescovile. Fu poi governata dagli mwab0Svevi, periodo in cui si eresse il mwab4Castello Ursino e si crearono le figure amministrative che perdurarono fino al 1817 circacite-ref-42[42]. La città fu una delle sedi della corte di mwacmFederico II di Svevia e da qui furono emanati editti e leggi di grande importanza. Alla fine del casato mwacqHohenstaufen furono gli mwacuAngioini a prendere possesso della città, occupandola militarmente abusando spesso della popolazione locale.
Nel 1282 la Sicilia fu conquistata da mwaccPietro III d'Aragona (la cui moglie, mwacgCostanza di Svevia, era figlia del re mwackManfredi). Il regno passò poi al mwacoramo cadetto della mwacsCasa d'Aragona, che fino a mwacwMartino I fece di Catania la capitale del mwac0Regno di Sicilia ulteriore. Nel 1409, dopo l'annessione del regno alla mwac4Corona d'Aragona, la Sicilia perse l'indipendenza e passò sotto il dominio mwac8spagnolo, poi mwadasabaudo, poi mwadeaustriaco e infine dei mwadiBorbone.
Età moderna
Nel 1622, mwadkEmanuele Filiberto di Savoia, mwadoviceré di Sicilia, con lettera ratificata da Filippo IV, aveva assegnato al mwadsSenato catanese funzioni pari a quelli di Palermo e Messina, concedendole una certa autonomia.
Le due gravissime catastrofi naturali di fine XVII secolo (l'mwad0eruzione dell'Etna del 1669 e il mwad4terremoto del Val di Noto del 1693) segnano "il transito verso la modernità"cite-ref-43[43]. La ricostruzione post-terremoto si contraddistinse per lo stile mwaemBarocco; uno tra i pochissimi grandi monumenti che mantenne la sua forma integra e originale fu il mwaeqCastello Ursino. Di contro antichi edifici furono rinnovati e riedificati con i nuovi stili settecenteschi: grandi esempi sono la cattedrale (della precedente rimasero integre solo le absidi normanne), il mwaeuPalazzo degli Elefanti, il mwaeyMonastero di San Nicolò l'Arena o nei vari monasteri siti in mwaecVia dei Crociferi. Il lavoro del grande architetto mwaegGiovanni Battista Vaccarini fu cruciale sia per i progetti che interessarono questi particolari monumenti ma anche per il piano urbanistico che egli stesso disegnòcite-ref-44[44].
Età contemporanea
Tra il 1816 e il 1818 acquisì lo status di comune, lasciando quello di mwae8urbs, in modo da essere governata da un intendente, coadiuvato dal segretario generale e dal Consiglio di intendenza. Sempre nel 1818 - il 20 febbraio - si verificò un terremoto con epicentro ad mwafaAci Catena o mwafeAci Sant'Antonio - diversi sono i pareri sul punto esatto - a causa del quale Catania soffrì moltissimo: il Castello Ursino fu reso inabitabile e vennero danneggiati i Conventi dei Minoriti (con l'annessa mwafiChiesa di San Michele Arcangelo), dei Francescani, dei Crociferi, di Sant'Agostino, di Sant'Agata la Vetere e dei Benedettini, gli edifici dell'Università, il collegio Cutelli, il Seminario dei Chierici e gli ospedali di Santa Marta e di San Marco. Ma a differenza della provincia, che ne risentì notevolmente anche dal punto di vista demografico, Catania questa volta non registrò alcuna vittima.
Nel 1849, durante la mwafqriconquista borbonica della Sicilia, la città subì pesanti distruzioni e i suoi abitanti stupri, saccheggi e uccisioni fino a che il 7 aprile, dopo aspri combattimenti, fu occupata dalle truppe di mwafuFerdinando II sotto il comando di mwafyCarlo Filangieri, principe di Satriano. Nel 1898 la città fu insignita della mwafcmedaglia d'oro al valor militare per le sue azioni eroiche di quei giornicite-ref-45[45].
Nel 1860 Catania entrò a fare parte del mwaf0Regno d'Italia; da allora è uno dei principali comuni italiani, il secondo in mwaf4Sicilia, e capoluogo della sua città metropolitana.
Simboli
Stemma
Lo stemma della Città di Catania è stato riconosciuto con DCG dell'11 agosto 1934cite-ref-46[46] ed è costituito da uno scudo con lo sfondo azzurro, cimato dalla mwag0corona reale aragonese e, nella parte inferiore, la mwag4legenda che riporta la sigla “S.P.Q.C.”, (sulla falsariga di mwag8SPQR) che in mwahalingua latina significa mwahemwahiSenatus mwahmPopulusmwahqQue mwahuCatanensium, mentre tradotto in mwahyitaliano: mwahcIl Senato e il Popolo Catanese. Al centro è presente un mwahgelefante posto di profilo di colore mwahkrosso porpora con le zanne rivolte a sinistra (destra araldica), sopra di esso è presente una lettera “mwahoA” maiuscola anch'essa di colore rosso, che sta per Agata, il nome della santa patrona.
Gonfalone
«Drappo rettangolare fasciato di verde, di rosso amaranto e di azzurro con, nella parte inferiore, tre bandoni a forma di vaio irregolare, quello di mezzo più lungo, ornato con ricami d’oro ed, al centro, lo stemma civico come descritto all'articolo precedente con la variante dell'elefante con gualdrappa d'argento sormontato da un piedistallo su cui poggia S. Agata armata, alla destra, della spada posta in sbarra, e, alla sinistra, di uno scudo ovale d'oro con l'effigie di un’aquila d'argento a volo abbassato.
In alto, l’iscrizione centrata in oro "Città di Catania", la legenda "Castigo rebelles" a destra ed "Invictos supero" a sinistra e sotto lo scudo, su nastro svolazzante il motto: Catania tutrix regum.»
Onorificenze
La città di Catania è ottava tra le 27 mwaiecittà decorate di medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del mwaiiRisorgimento. Periodo, definito dalla mwaimCasa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima guerra mondiale nel 1918.
Medaglia d'oro alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza catanese nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell'unità. Nel 1848 la città scacciò la guarnigione borbonica, costituendo un governo provvisorio sino all'aprile 1849, quando l'esercito di Ferdinando II, dopo avere conquistato Messina, si mosse alla volta di Catania. Dopo un furioso combattimento durato dal 5 al 6 aprile, bersagliata dalla squadra navale napoletana, difesa soltanto da 3000 uomini e 21 cannoni, Catania dovette arrendersi
.»
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22 maggio 1898
Grande medaglia d'oro di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Catania»
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Regio Decreto 5 giugno 1910
Il disciolto Corpo dei pompieri civici di Catania era insignito di:
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Al Corpo dei pompieri di Catania»
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Regio Decreto 5 giugno 1910
Monumenti e luoghi d'interesse
La città antica
A Catania del mwaj4periodo greco non rimangono molte tracce, a causa di vari fattori sia naturali (terremoti e colate laviche che hanno rovinato la città) che antropici, come le ricostruzioni che spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia moderna. Tuttavia, secondo alcuni studiosi, gli zoccoli di alcune costruzioni pubbliche e private esistenti sono da attribuire al fiorente periodo della colonizzazione greca.
Gli scavi archeologici all'interno dell'ex mwakamonastero dei Benedettini nel 1978 (quando, cioè, il complesso è stato acquistato e ristrutturato dal Comune) hanno confermato un'imponente e stratificata urbanizzazione dell'area fin dall'epoca eneolitica: sono state rinvenute strutture di edifici del VI e del IV secolo a.C. appartenenti alla fase più antica della colonia calcidese.
Migliore fortuna hanno avuto i monumenti di epoca romana che hanno resistito testimoniando l'importanza della città nei tempi antichi, inoltre numerosissimi reperti provengono dagli scavi occasionali della città (la gran parte di questi – tra cui mosaici, statue e persino il frammento di una colonna mwakiistoriata – è esposta al mwakmMuseo civico al Castello Ursino).
Il mwakoteatro romano (del II secolo), l'mwaksOdeon (III secolo), l'mwakwAnfiteatro romano (II secolo), le mwak0Terme dell'Indirizzo (in piazza Currò), le mwak4Terme della Rotonda, le mwak8Terme Achilliane (nei pressi della cattedrale odierna in Piazza del Duomo), varie altre strutture termali (mwalaTerme di Sant'Antonio Abate nella Piazza omonima, Terme dell'Itria in Piazza Santa Maria dell'Itria, Terme dell'Acropoli in Piazza Dante Alighieri e nel cortile del Monastero dei Benedettini), i resti di un acquedotto presso via Grassi e alcuni mwalesepolcri romani (fra cui la mwaliTomba romana del Carmine del II secolo), il mwalmForo romano (probabilmente dove è il Cortile San Pantaleone), una mwalqDomus romana con i mosaici tardo-repubblicana (tra gli esempi più significativi dell'attività edilizia romana in Sicilia nel corso del II secolo d.C. sita nell'Emeroteca sotterranea del Dipartimento di Scienze Umanistiche), le colonne di mwaluPiazza Giuseppe Mazzini, quella che sostiene la statua di Sant'Agata in Piazza dei Martiri, tre assi viari (due si incrociano ortogonalmente al Monastero dei Benedettini dove sono stati trovati ancora basolati, successivamente allo scoperto), una strada che conduceva in antico dal Teatro all'Anfiteatro corrispondente all'attuale mwalyvia dei Crociferi, sono i maggiori resti visibili della "Catana"/"Catina" romana. Molti di questi monumenti fanno parte dal 2008 del mwalcParco archeologico greco-romano di Catania (istituito dalla Regione Siciliana)cite-ref-49[49] e alcuni di essi come il Teatro romano, le Terme della Rotonda e altri monumenti minori sono stati restaurati e resi visitabili. Anche i resti dell'Anfiteatro sono visibili dal 1903-1907 (anni in cui sono durati gli scavi per riportarli alla luce) dall'ingresso di mwalwPiazza Stesicoro e dal cortiletto di vico Anfiteatro, traversa di via Alessandro Manzoni, che finisce a sua volta proprio in piazza Stesicorocite-ref-50[50].
Probabilmente anche mwamimwamm'u liotru, il simbolo della città situato al centro di piazza del Duomo, è stato scolpito in epoca romana se non prima. È un manufatto in pietra lavica porosa, che raffigura un mwamqelefante. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome di mwamuEliodoro, mago semi-leggendario accusato di mwamynegromanzia e grande avversario del vescovo mwamcLeone il Taumaturgo, il quale lo fece bruciare al rogo. L'elefante è sormontato da un obelisco egittizzantecite-ref-obe-51-0[51] di cronologia incerta con figure probabilmente legate al culto mwamwisideo.
Del periodo tardo-antico rimangono i resti delle mwam4sepolture cristiane a nord e a est del centro storico, come il mwam8Mausoleo circolare di Villa Modica (sito in Viale Regina Margherita), lmwana'mwaneIpogèo quadrato (sito in via Gaetano Sanfilippo, traversa di via Ipogèo, a sua volta traversa del succitato viale Regina Margherita), e come pure numerosi frammenti, lapidi (tra cui l'mwaniepigrafe di Iulia Florentina, esposta al mwanmMuseo del Louvre), o il mwanqcippo Carcaci, esposto sempre nel Museo civico al Castello Ursino. Sono invece di epoca paleocristiana le cripte di mwanuSant'Euplio, di mwanySanta Maria di Betlemme, della "Cappella dell'Albergo dei Poveri" (dedicata a "Santa Maria della Mecca", sita nell'ospedale Giuseppe Garibaldi-Centro), e del mwancSanto Spirito, nonché gli ambienti fra il cosiddetto mwangSacro Carcere e l'mwankex cattedrale di Sant'Agata la Vetere, prima chiesa al mondo dedicata alla Santa, dal 1933 gestita da un ente morale.
La città medievale
Un monumento di età bizantina (VI-IX secolo) è la mwanwCappella Bonajuto (dal nome della famiglia nobiliare che l'aveva tenuta come sacrario di famiglia nonché come cappella privata): si tratta di una "trichora" bizantina (cioè un edificio con tre absidi); prima del suo restauro se ne aveva conoscenza grazie ai disegni di mwan0Jean-Pierre Houël.
Del periodo normanno (XII secolo) si conservano principalmente le strutture come le absidi della mwan8cattedrale di Sant'Agata, tesa a farla diventare "Ecclesia Munita" ("chiesa fortificata", per via delle scorrerie dei Saraceni), che poi sarebbero state ristrutturate dopo il terremoto del Val di Noto del 1693. Vicino alla cattedrale si conservano la mwaoaVara, ovvero il Fercolo, il busto-reliquiario e la cassa-reliquiaria di Sant'Agata, realizzati nel 1376 dall'orafo e scultore senese mwaoeGiovanni di Bartolo. Del periodo normanno (XII secolo) è il portale della mwaoiChiesa di Sant'Agata al Carcere che era il portale principale della cattedrale normanna.
Del periodo svevo (XIII secolo) è il famoso mwaoqCastello Ursino, mwaoufedericiano (sede del mwaoyMuseo civico, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei benedettini, dal 1927) e coevo dell'altrettanto famoso castello di mwaocCastel del Monte ad mwaogAndria e del mwaoksiracusano mwaooCastello Maniace.
Del periodo mwaowAragonese (XIII-XV secolo) si ricordano, invece, il portale della scomparsa mwao0chiesa di San Giovanni de' Fleres, demolita alla fine del XIX secolo e di cui rimane solo l'arco, e il balcone del mwao4palazzo Platamone, donato in seguito ai religiosi che lo trasformarono nel monastero di San Placido, che quando fu danneggiato dal suddetto terremoto fecero rimanere le testimonianze più salienti di quando questo edificio fu nobile.
La città rinascimentale
(latino)
«Melior de cinere surgo»
(italiano)
«Rinasco dalle mie ceneri più bella»
(Iscrizione sulla Porta Ferdinandea)
Del periodo tardo aragonese rimangono poche tracce, tra cui la mwapgchiesa di Santa Maria di Gesù situata nella piazza omonima e costruita nel 1498 è forse l'esempio in migliori condizioni. La chiesa fu ristrutturata nel Settecento, mentre il portale è del Cinquecento e solo la Cappella Paternò mantiene l'originale struttura mwapkgotica.
Nel 1558 fu iniziata la costruzione del mwapsmonastero dei Benedettini, a cui sarebbe poi stata affiancata la mwapwchiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutto dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine. Di detto edificio permangono le antiche cucine, il chiostro occidentale, nonché la traccia dell'antico archeggiato del corridoio di meridione.
Le cosiddette mwap4Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono erette nel XVI secolo, tra il 1550 e il 1555 su un progetto iniziale di mwap8Antonio Ferramolino. Il progetto non riuscì a essere portato a termine neanche dopo l'apporto di mwaqaTiburzio Spannocchi, il quale progettò l'ampliamento delle fortificazioni verso sud-ovest e verso nord a scapito delle vecchie mura di epoca mwaqemedioevale (tra cui l'antica mwaqiTorre del Vescovo del 1302).
Venne eretta nel 1612, sotto il re di Spagna e di Sicilia Filippo III, la mwaqqfontana dei Sette Canali. Nel 1621 sorsero la mwaqufontana di Sant'Agata e, su consiglio dell'incaricato dal luogotenente del re, ingegnere Raffaele Lucadello, quella detta «di Gammazita», di cui resta soltanto il mwaqy«pozzo» nei pressi dell'attuale via San Calogerocite-ref-52[52].
La colata dell'mwaqweruzione del 1669 inghiottì parte del sistema difensivo a sud e a sud-ovest della città che, rimasta sguarnita da questo lato, riedificò in parte sulle lave ancora calde una cortina muraria, detta popolarmente mwaq0mwaq4fortino, su cui ancora si apre la porta d'accesso (mwaq8Porta del Fortino Vecchio in via Sacchero, un tempo dedicata al mwaraduca di Ligne che qui vi passò nel 1672) e di cui rimangono sparute tracce. Su tali mura venne ricavata la mwareporta Ferdinandea, ancora nel ventunesimo secolo erroneamente detta mwariu futtinu ("il fortino").
Con il mwarqterremoto del 1693 e la seguente ricostruzione si volle dare alla città un aspetto più aperto e libero dai fortilizi (i resti furono infatti inglobati nello sviluppo della città), anche perché ormai non esisteva più il pericolo delle incursioni piratesche che secoli prima diedero l'impulso alla fortificazione del mwarumwaryRegnumcite-ref-53[53].
La città barocca
Catania è stata ampiamente trasformata dalle conseguenze dei mwasiterremoti che hanno imperversato su questa parte della Sicilia. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate mwasmlaviche che hanno raggiunto il mwasqmare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosacite-ref-54[54] In epoca storica Catania venne danneggiata dai mwaskprodotti piroclastici dell'Etna nel 122 a.C.; le fonti antiche riferiscono di tetti crollati per il peso eccessivo delle ceneri e di raccolti distrutticite-ref-55[55]. È testimoniata tuttavia anche dal punto di vista archeologico la presenza di colate che giunsero a colpire parte della città anticacite-ref-56[56].
La calamità che avrebbe poi reso Catania la perla del tardo barocco siciliano è senza dubbio il terremoto che si registrò tra le giornate del 9 e dell'11 gennaio 1693, quando tutto il Val di Noto fu distrutto da potenti scosse. Nella città etnea si contarono numerose vittime, dovute soprattutto alla scarsa larghezza delle strade principali, che non permise ai cittadini di potervisi riversare. Durante la ricostruzione l'idea di risolvere questo problema fu di mwatmGiuseppe Lanza, duca di Camastra, progettando larghe vie principali, quali le centralissime Via Etnea, Via Vittorio Emanuele II (che all'epoca si chiamava "Corso reale"), Via Plebiscito e Via Giuseppe Garibaldi (all'epoca conosciuta come via San Filippo). Tutti i monumenti antichi furono inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie a tanti artisti, anche di fama nazionale, tra cui di certo spicca l'opera dell'mwatqarchitetto mwatuGiovanni Battista Vaccarini, che hanno dato alla città una chiara impronta mwatybarocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano mwatcFrancesco Battaglia, mwatgStefano Ittar, mwatkAlonzo di Benedetto e mwatoGirolamo Palazzotto.
Monumenti barocchi
Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:
• la mwausCattedrale di Sant'Agata, in piazza del Duomo, 2;
• la mwau0Chiesa di Sant'Agata la Vetere, ex Cattedrale, in piazza Sant'Agata la Vetere, 5; sorge sulla prima chiesa al mondo dedicata alla santa risalente al 264 d.C.;
• la mwau8Chiesa della Badia di Sant'Agata, in via Vittorio Emanuele II, 184;
• la mwaveChiesa di Maria Santissima dell'Elemosina, Basilica Pontificia detta 'La Collegiata', in via Etnea, 23/A;
• la mwavmChiesa di Sant'Agata alla Fornace e di San Biagio, in piazza Stesicoro;
• la mwavuChiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata, in piazza San Francesco d'Assisi, 2; custodisce le spoglie di mwavyEleonora d'Angiò;
• la mwavgChiesa di San Benedetto, detta "Badia Grande", in via Crociferi, 15;
• la mwavoChiesa di San Domenico, in piazza San Domenico;
• la mwavwChiesa di San Giuliano, in via Crociferi, 36;
• la mwav4Chiesa di San Nicolò l'Arena, in piazza Dante Alighieri, con l'annesso mwav8Monastero dei Benedettini al n.c. 32, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'mwawaUniversità di Catania;
• la mwawiChiesa di San Placido, in piazza San Placido;
• il mwawqSantuario di Santa Maria dell'Aiuto, in via Consolato della Seta, contiene la riproduzione della Santa Casa di Loreto, realizzata nel 1741;
• il mwawyPalazzo degli Elefanti (sede del Municipio), il mwawcPalazzo del Seminario dei Chierici e la mwawgfontana dell'Amenano, in piazza del Duomo, 1-3;
• la mwawoFontana dell'Elefante, in piazza del Duomo;
• il mwaxePalazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II, 1-31;
• il mwaxmPalazzo Valle, in via Vittorio Emanuele II, 122, sede della Fondazione Puglisi Cosentino;
• il mwaxuPalazzo Bruca, in via Vittorio Emanuele II, 201;
• il mwaxcPalazzo Fassari Pace, in via Vittorio Emanuele II, 385;
• il mwaxkPalazzo Biscari, in via Museo Biscari, 10-16;
• il mwaxsPalazzo Manganelli, in via Antonino Paternò Castello, marchese di San Giuliano, 261;
• il mwax0Palazzo Tezzano, in piazza Stesicoro, 30;
• il mwax8Palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro, 38-39;
• il mwayePalazzo Gravina Cruyllas, in piazza San Francesco d'Assisi, 3;
• la mwaymVilla Cerami, in via Crociferi, 66, sede del Dipartimento di Giurisprudenza;
• la mwayuPorta Uzeda, fra via Cardinale Dusmet e piazza del Duomo;
• la mwaycPorta Ferdinandea, detta nel ventunesimo secolo Porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita fra piazza Palestro e piazza Crocifisso Majorana;
• il Museo d'arte contemporanea della Sicilia (MacS), all'interno della "Badia Piccola" del Monastero delle Benedettine, in via San Francesco d'Assisi, 30.
La città ottocentesca
Come monumenti dell'Ottocento sono da segnalare teatri e fontane: per quello che riguarda i primi, nel 1821 venne costruito il mwaysTeatro Pietro Antonio Coppola, primo teatro comunale a Catania, sito nel quartiere mwaywCivita, che fu adibito principalmente alla rappresentazione di mway0opere liriche. Il teatro venne poi chiuso nel 1887 quando fu inaugurato il mway4teatro Massimo Vincenzo Bellini nel 1890, seguendo lo stile dell'mway8Opéra national de Paris, in piazza Vincenzo Bellini, nel quartiere Agnonella.
Per quello che riguarda le seconde a Catania non c'è più traccia di quella che aveva al centro un obelisco e che i catanesi avevano innalzato nel 1862, in un primo tempo nell'attuale piazza Duca di Genova, per ricordare la visita compiuta in quell'anno alla città dai tre figli del primo re d'Italia mwazeVittorio Emanuele II (Umberto, Amedeo e Oddone), poi ricollocata nella zona di piazza Mario Cutelli, sempre alla Civita.
«
A Giuseppe Garibaldi che la notte del 18 agosto 1862 pronunziava da questa casa le storiche parole «Roma o Morte» il popolo catanese dedicava questa lapide il 2 giugno MDCCCLXXXIII primo anniversario della morte dell'Eroe, a gloriosa memoria del fatto, ad aborrimento perpetuo di usurpatori, di sacerdoti, di reggitori codardi.
»
(Epigrafe di Mario Rapisardi)
Nel biennio 1863-1865, il Comune provvide a dotare la città di fontanelle, nel quartiere mwazuFortino, in piazza Crocifisso della Buona Morte (poi "piazza Alfredo Cappellini", dal 1907, e successivamente "piazza Giovanni Falcone"), nel Largo dei Miracoli, nel Largo delle "Chianche Mortizze", nella piazza Monserrato, in quella della Guardia, nonché nel rione della Consolazione, ormai tutte scomparse.
Nel Giardino Bellini sorge il mwazcmonumento a Giuseppe Mazzini, la prima statua in Italia dedicata al patriota repubblicano. Inaugurata nel 1875 dallo scultore mwazoFrancesco Licata, l'opera testimonia il fervore democratico e civile della Catania post-unitaria.
La città novecentesca
Come monumenti del Novecento a Catania sono da segnalare fontane e palazzi: tra le prime, la mwa08Fontana di Proserpina, che risale al 1904 ed è sita in piazza Stazione Centrale (in seguito diventata "piazza Papa Giovanni XXIII"), è stata costruita 'di getto' in pochi mesi, ed è la penultima scultura di mwa1aGiulio Moschetti.
Per quello che riguarda i secondi nel 1922 comincia la costruzione del mwa1iPalazzo delle poste centrali, con un progetto risalente a quattro anni prima per opera dell'architetto mwa1mFrancesco Fichera, ultimato nel 1929 e inaugurato l'anno seguente.
Nel 1933 è stato inaugurato il mwa1uPalazzo della Borsa, costruito su progetto dell'architetto Vincenzo Patanè coadiuvato da Giovanni Aiello in uno stile tra il classico e il barocco. Nel 1937 inizia invece la costruzione del mwa1gPalazzo di Giustizia, che termina solo nel 1953, e in seguito della mwa1kfontana de I Malavoglia in piazza dell'Esposizione, successivamente diventata piazza Giovanni Verga.
Nello stesso periodo sorge il Palazzo Generali, primo grattacielo della città, che ha 19 piani.
Sotto il sindaco mwa14Domenico Magrì, agli inizi degli anni 1950, sorgono tre nuove fontane: la prima è la mwa18fontana delle Conchiglie, in piazza Mario Cutelli ed è stata realizzata su disegno di Domenico Cannizzarocite-ref-57[57]; un'altra, al largo Giovanni Paisiello, è un'opera modernissima di Dino Caruso, in ceramica e pietra lavica; e infine viene ricollocata la mwa2yfontana dei Delfini, in piazza Vincenzo Bellini, opera di mwa2cGiovanni Battista Vaccarini, proveniente dal chiostro della mwa2gBadia Sant'Agata.
Il Piano Regolatore Generale di mwa2oLuigi Piccinato diede avvio nel 1961 anche ai lavori di costruzione del complesso della mwa2sCittadella Universitaria sulla collina di Santa Sofia, previsto già da un precedente PRG degli anni 1930, che è uno dei maggiori poli di ricerca dell'Ateneo.
Mercati e mercatini
Uno dei posti più caratteristici della Catania popolare è il mercato del pesce della mwa3uPescheria sempre rutilante di colori, voci e odori. Un altro luogo caratteristico è il mwa3yMercato di piazza Carlo Alberto, meglio conosciuto come mwa3cFera 'o Luni, la cui radice etimologica è stata spesso messa in discussione. L'ipotesi più diffusa è che stia per "Fiera del Lunedì" perché probabilmente il mercato originariamente doveva essere attivo soltanto per tale data settimanalecite-ref-58[58] Nella stessa piazza tutte le domeniche si teneva un importante mwa3wmercato delle pulci, trasferito nei pressi dell'entrata principale del porto della città.
Un mercato di "mwa34bric-à-brac" è aperto la domenica sotto gli archi della "marina" nei pressi della Villa Pacini. Altro mercato molto frequentato è quello che si svolge il venerdì in mwa38piazza I Viceré nel quartiere settentrionale Canalicchio. Una risorsa non meno importante riguarda i mwa4amercatini rionali di Catania.
Strade e piazze
• La mwa5kmwa5ovia Etnea è considerata la via principale del centro città. Attraversa Catania da sud a nord partendo dalla piazza del Duomo e arrivando, dopo circa mwa5s3 km, al Tondo Gioeni. Il suo andamento ha come prospettiva la sagoma incombente dell'Etna, tuttavia è leggermente spostata verso est rispetto al vulcano, pare per proteggere mwa5wi resti dell'anfiteatro. Essa nasce dalla piazza del Duomo e dopo circa 100 metri raggiunge la piazza Università. Qui si affacciano il mwa50palazzo dell'Università e il mwa54palazzo San Giuliano costruiti entrambi in stile barocco nella prima metà del XVIII secolo. La piazza è illuminata da quattro candelabri bronzei realizzati dal celebre scultore mwa58Mimì Maria Lazzaro con allegorie di tre antiche leggende catanesi: mwa6aColapesce, i mwa6eFratelli Pii, mwa6iGammazita. A queste si aggiunse la storia di mwa6mUzeta, creata per l'occasione agli inizi del Novecento. Più avanti si incontra la mwa6qBasilica Collegiata e quindi l'incrocio con la via Antonino di San Giuliano, ovvero i mwa6uQuattro Canti della Città. Più in là sorge la mwa6yChiesa di San Michele Arcangelo ai Minoriti, quindi la mwa6cpiazza Stesicoro, comunemente detta mwa6gPorta di Aci ("Potta Jaci" in dialetto). Qui si trovano il monumento a mwa6kVincenzo Bellini e i resti dell'mwa6oanfiteatro romano situati a circa 10 metri sotto il livello stradale.
La strada incontra quindi la cosiddetta mwa6wmwa60Villa Bellini, che costituisce il principale polmone verde del centro storico e il cui monumentale ingresso eretto durante il mwa64ventennio fascista si affaccia su via Umberto, grossa arteria che collega il lungomare con la suddetta mwa68Villa, e al discusso monumento a mwa7aGiuseppe Garibaldi che fa da spartitraffico con la via Caronda al "Largo del Rinazzo". Seguono poi l'incrocio con il viale Regina Margherita e sul lato sinistro l'mwa7eOrto botanico di Catania: poco più avanti vi è mwa7ipiazza Camillo Cavour, il mwa7mBorgo per i catanesi, in quanto piazza principale del quartierecite-ref-59[59], dove venne spostata la mwa7gfontana della dea Cerere, in marmo bianco, da piazza Università, conosciuta dagli anziani catanesi come mwa7kmwa7o'a Matapallara do' Burgu ("Madre Pallade del Borgo" in italiano).
L'ultimo tratto, caratterizzato da una maggiore pendenza rispetto al resto della via, presenta una serie di edifici eretti alla fine del XX secolo e taluni edifici moderni, alternati sul lato sinistro dal ponte del mwa7wConservatorio Vincenzo Bellini e dall'Ospizio dei Ciechi. La strada termina infine con il Tondo Gioeni, laddove un tempo sorgeva l'omonimo ponte abbattuto nell'agosto del 2013, anticipato dai due edifici dell'Istituto Zooprofilattico, posti ai due lati dell'arteria, che chiude in curva davanti alla facciata dell'mwa70omonimo parco.
• mwa8amwa8eVia dei Crociferi: un raro esempio di unità architettonica, spesso definita la strada più bella della Catania settecentescacite-ref-60[60]. Essa ha inizio in piazza San Francesco d'Assisi e vi si accede passando sotto l'arco di San Benedetto che collega la Badia maggiore alla Badia minore posta ai due lati della strada. La strada, contornata da chiese, monasteri e poche abitazioni civili, è un raro esempio di mwa8ybarocco siciliano.
Nel breve spazio di circa 200 metri sono presenti ben quattro chiese. La prima è la mwa8gChiesa di San Benedetto collegata al monastero delle Benedettine dall'arco omonimo che sovrasta la via. A essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto. Proseguendo si incontra la mwa8kChiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, dal 1968 al 2009 sede dell'Istituto d'Arte, con all'interno un bel chiostro con portici su colonne e arcate. Di fronte al Collegio è ubicata la mwa8oChiesa di San Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese. L'edificio, attribuito all'architetto mwa8sGiovanni Battista Vaccarini, ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo e oltrepassando la via Antonio di San Giuliano, si può ammirare il convento dei Crociferi e quindi la Chiesa di San Camillo de' Lellis. In fondo alla via è ubicata mwa80Villa Cerami, che è sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Catania.
Società
Evoluzione demografica
Popolazione storica (migliaia)cite-ref-61[61]
Abitanti censiticite-ref-62[62]
La città di Catania è densamente popolata nella sua parte settentrionale, mentre la parte sud (corrispondente con la VI municipalità) è prevalentemente zona industriale, aeroportuale e commerciale. È necessario però ricordare che alcuni popolosi quartieri periferici appartengono, amministrativamente, ai comuni contigui in qualità di frazioni: è il caso di mwa-iCanalicchio (mwa-mTremestieri Etneo), di Fasano (mwa-qGravina di Catania), di mwa-uLineri (mwa-yMisterbianco) e altri ancora. Dieci sono i comuni di prima corona che attraverso processi di mwa-ccontrourbanizzazione hanno conosciuto un forte incremento di popolazione a scapito del comune di Catania, che è passato dagli oltre 400.000 residenti dell'inizio degli anni 1970 (vedi grafico) ai circa 300.000 odierni, ovvero mwa-gAci Castello, mwa-kAci Catena, mwa-oGravina di Catania, mwa-sMascalucia, mwa-wPedara, mwa-0Trecastagni, mwa-4Misterbianco, mwa-8San Giovanni la Punta, mwa-aSan Gregorio di Catania, mwa-eSan Pietro Clarenza, mwa-iSant'Agata li Battiati, mwa-mTremestieri Etneo e mwa-qValverde.
Catania conta dunque circa 320.000 residenti a fronte di un mwa-wagglomerato urbano estremamente omogeneo di circa mwa-0600 000 abitanticite-ref-dati-urban-audit-63-0[63] con una densità di 1885,9 mwbaiabitanti per km².
A delimitare la complessa conurbazione etnea, immediatamente dopo questa “prima corona” di comuni, troviamo tre grossi centri: mwbaqAcireale, mwbauPaternò e mwbayBelpasso, i primi due dei quali hanno sviluppato attorno a sé dei sub-sistemi urbani, che gravitano attorno a essi, e a loro volta attorno al sistema principale il cui fulcro è Catania. L'insieme dell'agglomerato omogeneo più le tre città satellite ha una popolazione di 696.869 residenticite-ref-64[64]
Ventisette sono i comuni che formano l'mwbawArea metropolitana di Catania, istituita dall'articolo 19 della legge regionale 6 marzo 1986 nº9, con una popolazione di 765 623cite-ref-65[65], e con 805,15 mwbbeabitanti per km² è la più densamente popolata della Sicilia.
I movimenti centrifughi di popolazione hanno modificato i rapporti tra il capoluogo e i comuni etnei, che sono cresciuti in maniera del tutto spontanea, senza il sostegno di adeguati strumenti urbanistici, deturpando profondamente il paesaggio e generando un territorio estremamente caotico e difficilmente gestibile e con gravi problemi di vivibilità. Lo squilibrio funzionale, la distribuzione “disordinata” della popolazione su un territorio così vasto e disomogeneo, e spesso la carenza di adeguate vie di comunicazione, provoca anche gravi problemi di vivibilitàcite-ref-66[66].
Etnie e minoranze straniere
• mwbcqSri Lanka mwbcu2 453
• mwbccRomania mwbcg1 962
• mwbcoBangladesh mwbcs1 762
• mwbc0Senegal 987
• mwbc8Mauritius 914
• mwbdeCina 871
• mwbdmNigeria 721
• mwbduMarocco 453
• mwbdcTunisia 379
• mwbdkIndia 333
Religione
Secondo la tradizione la presenza della prima comunità cristiana a Catania è attestata sin dal I secolo con l'invio, da parte di mwbecsan Pietro in persona, del vescovo mwbegBerillo, originario di Antiochia, che eresse in città la chiesa del Santo Spirito, e ciò fa di Catania una delle più antiche comunità cristiane della Sicilia.
La confessione maggioritaria in città è quella mwbescattolica della mwbewreligione cristiana. Patrona della città è mwbe0Sant'Agata martirizzata nel 251 d.C., alla quale viene ogni anno dedicata una grandiosa mwbe4festa lunga tre giorni (dal 3 al 5 febbraio). Nei tre giorni la città viene impegnata nelle strutture viarie sulla festa tra un misto di devozione e di folclore.
Anticamente, la ricorrenza dell'mwbfaImmacolata Concezione, secoli prima della consueta processione dell'8 dicembre, per mezzo del vicario generale nella mwbfecappella dell'Immacolata della chiesa di San Francesco, don Arcaloro Scammaccacite-ref-69[69], fu solennemente sostenuta dal Senato cittadino con la clausola «fin'all'ultimo fiato» (1655)cite-ref-70[70]cite-ref-71[71]. Il Senato, infatti, elesse la Madonna Immacolata come Compatrona della città assieme a mwbf4Sant'Euplio martirizzato nel 304 d.C. e alla mwbf8Madonna del Carmelo castellana della città.
Vi sono varie confessioni cristiane non cattoliche, tra cui quella mwbgevaldese, la cui presenza a Catania risale alla metà del XIX secolo con l'insediamento di imprenditori del commercio stranieri di fede mwbgiprotestante; nel 1899 viene costruito lo storico tempio valdese di Via Naumachiacite-ref-72[72]. Vi sono poi dislocate nei quartieri popolari della città varie mwbgcchiese Evangeliche (mwbggBattiste, mwbgkAssemblee di Dio in Italia) oltre ai mwbgoTestimoni di Geova. È presente anche la mwbgsconfessione ortodossacite-ref-73[73]. Oltre alla Chiesa ortodossa russa è presente anche la chiesa ortodossa di Romania.
A Catania ci sono 3 mwbhemoschee: la prima venne edificata nel 1980 denominata Moschea di Omar (la prima costruita, in mwbhiItalia e in mwbhmSicilia, dopo la dominazione araba) in via Castromarino, traversa di via Plebiscito (nel quartiere Petriera) attualmente è chiusa non svolge nessuno tipo di Culto. La seconda si trovava in via Calì nel quartiere Civita, (chiusa dopo l'apertura della nuova moschea) nei pressi del Porto di Cataniacite-ref-74[74], la terza moschea è la Moschea della Misericordia è la più grande del Sud Italiacite-ref-75[75] ed è l'unica esistente che svolge regolari attività.
A Catania ci sono state due mwbh0sinagoghe: una nel quartiere mwbh4Giudecca (il quartiere giudaico storico) e una in via Santa Maria della Catena (toponomastica che in Sicilia indica presenza di ebrei). La comunità ebraica catanese è demandata, come quella di altre città meridionali, a quella di Napoli. Nel 2022 viene costituita la comunità Ebraica di Catania dopo 500 anni con sede nel secondo piano del Castello di Leucatia (zona Barriera) facendo funzione anche da Sinagoga.
Santi e beati legati a Catania
• mwbiiSant'Agata
• mwbiqSant'Euplio
• San mwbiyBerillo
• San mwbigAttalo
• San Severo di Catania
• San mwbisSerapione di Catania
• San mwbi0Sabino di Catania
• San mwbi8Leone II di Catania detto il mwbjaTaumaturgo
• San mwbjiComizio
• mwbjqSanta Veneria
• Beato mwbjyBernardino Scammacca
• Beato mwbjgGiuseppe Benedetto Dusmet
Tradizioni e folclore
La storia di Catania è arricchita da molte mwbkqleggende di cui quattro sono state rappresentate nei rispettivi mwbkulampioni di mwbkyPiazza dell'Università realizzati da mwbkcMimì Maria Lazzaro e mwbkgDomenico Tudisco agli inizi del Novecento: mwbkkColapesce, i mwbkoFratelli Pii, mwbksGammazita e mwbkwUzetacite-ref-76[76].
• Una delle leggende di Colapesce narra che egli era un giovane (mwblmNicola il pesce) che poteva stare sott'acqua per molto tempo; non appena mwblqFederico II ne venne a conoscenza, lo sfidò a recuperare una coppa d'oro. Colapesce lo fece e ottenne in premio la coppa. Il re, allora, gli chiese di vedere cosa c'era sotto la Sicilia. Riemerso, Colapesce informò il re del fatto che la Sicilia poggiava su tre colonne e che una di esse era consumata dal fuoco. Federico II gli chiese di portargli il fuoco ma Colapesce, tuffatosi nuovamente in mare, non riemerse mai più. Secondo la leggenda è ancora in fondo al mare e continua a reggere la colonna che stava per crollare.
• I fratelli Pii (Anfinomo e Anapia) cercarono di salvare gli anziani genitori portandoli sulle proprie spalle durante un'eruzione dell'Etna; mentre stavano per essere travolti il fiume di mwblylava si divise per volere degli dei e tutti si salvarono.
Altre leggende occupano invece la memoria dei luoghi di Catania – così alla divinità fluviale Ongia si dovrebbe il nome del borgo marinaro di mwbmmOgnina (secondo alcuni studiosi piuttosto dal nome del fiume che lo bagnava, il mwbmqLongane, secondo altri dal celebre castello del re mwbmuItalo a mwbmyΛογγον, mwbmcLongon) – o dell'Etna, dove una tradizione attribuita a mwbmgGervasio di Tilbury (che era ospite della corte normanna) vuole che essa fosse l'mwbmkultima dimora di mwbmoRe Artùcite-ref-78[78], e che quest'ultimo abbia donato mwbm8Excalibur al re mwbnaTancredicite-ref-79[79]cite-ref-80[80]cite-ref-81[81]. Legata a questa leggenda il mito del mwbn0cavallo del vescovo, attribuita piuttosto a eventi di epoca svevacite-ref-82[82]. La nascita dell'Etna sarebbe a sua volta legata a un evento mitologico: la sconfitta di mwboiTifeo da parte di mwbomZeus che, con un grosso macigno che è la stessa Etna, lo seppellì e quando il gigante si dovesse muovere sarebbe egli la causa dei terremoti e delle eruzioni etnee.
Inoltre pure molte leggende, sempre legate alle forze della natura, hanno circondato gli eventi del sisma del 1693, come la storia di mwboudon Arcaloro, e quella del vescovo mwboyFrancesco Carafa.
Cucina
Fra i piatti tipici di Catania si trovano la mwbpepasta alla Norma, le mwbpisarde a beccafico, la mwbpmparmigiana di melanzane gli arancini e le crispelle, fra i dolci, le mwbpqcrispelle di riso la torta Savoia e le mwbpurame di Napoli.
Vita notturna
Una delle zone più frequentate è il centro storico, in modo particolare tra piazza Duomo, piazza Università e piazza Vincenzo Bellini (nota come piazza Teatro Massimo) dove si trova il grosso dei locali notturnicite-ref-vitanotturna-83-0[83].
La tradizione dello spettacolo presso locali, siano essi bar o trattorie, trova origine nella prima diffusione del fenomeno in Italia, con l'apertura di locali notturni adatti anche a piccole forme di spettacolo nella città di mwbp0Napoli verso la fine del XIX secolo. I letterati catanesi, che erano spesso per lavoro nella città partenopea, portarono la novità anche alla città etnea. Tuttavia dal secondo dopoguerra il fenomeno conobbe una brusca interruzione. Verso la fine degli anni sessanta e nei primi anni settanta vi fu un primo segnale di ripresa, sebbene nuovamente interrotta dal decennio seguente. Altre aree d'attrattiva, sebbene non concentrate come al centro, ma piuttosto distanti tra loro, si trovano anche presso corso Italia, lungo viale Libertà o in piazza Trento: solitamente caotiche di giorno, la notte diventano luoghi poco o per niente affollati, ma nonostante questo anch'esse non sono prive di locali aperti fino a tarda notte.
I chioschi
Un'importante attrazione culinaria di Catania è senza dubbio il chiosco delle bevande, dove vengono servite bibite dissetanti estive, tipiche della cultura cittadina. I chioschi delle bevande sono unici nel loro genere: un tempo c'erano i venditori ambulanti di bibite (lo mwbqczammù – cioè l'mwbqganice – innanzitutto): man mano, questa attività si è stabilizzata e da strategici luoghi ombrosi dove appostarsi per vendere rinfreschi ai catanesi soffocati dal caldo, i venditori si sono collocati in queste particolari architetture quadrate o circolari, dalle cui aperture, simili a finestre, essi distribuiscono i preparati.
Il fenomeno dei mwbqochioschi ebbe inizio nel 1896 con il chiosco Costa, che si trovava in piazza Stesicoro e che poi venne spostato in piazza Spirito Santo, e il chiosco Vezzosi in piazza Duomo, che in séguito venne messo in piazza Vittorio Emanuele III; successivo di qualche anno è quello di Giammona, che si trovava in piazza Cavour.
Sembra che la tradizione degli sciroppi di frutta mescolati al mwbqwseltz derivi dall'utilizzo dell'acqua naturalmente effervescente del mwbq0lago Naftia, nei pressi di mwbq4Palagonia (la cosiddetta mwbq8mofeta dei mwbraPalici, caratterizzata da forti emissioni di mwbreanidride carbonica già sfruttate per fini commerciali e il cui nome richiama chiaramente le proprietà). La bibita più celebre da gustare al chiosco è il mwbriseltz al limone e sale, oppure anche una semplice ricetta molto dissetante come il mwbrmmandarino al limone, a base appunto di sciroppo di mandarino e succo di limone spremuto al momento.
Cultura
Istruzione
Biblioteche
Le biblioteche storiche di Catania sono:
• la biblioteca Ventimilliana, aperta al pubblico nel 1755;
• la biblioteca dell'Accademia Gioenia di Scienze Naturali;
• la biblioteca della sezione catanese della Deputazione di Storia Patria per la Sicilia;
• le mwbsibiblioteche riunite Civica e A. Ursino Recupero (1931);
• la biblioteca Agatina (1572) del mwbsqSeminario Arcivescovile dei Chierici;
• la mwbsybiblioteca del Palazzo dell'Università (dal 1875 conserva il fondo del vescovo mwbscSalvatore Ventimiglia).
A queste si sono aggiunte nel tempo diverse altre biblioteche, come la mwbskbiblioteca centrale "Vincenzo Bellini" (1950), la mwbsoBiblioteca della Città metropolitana di Catania (2004) o le numerose biblioteche scolastiche e universitarie. Fra le biblioteche decentrate di quartiere: la biblioteca intitolata a mwbssRosario Livatino, sistemata nel 2001 all'interno del Castello della Leucatia; la "Concordia"; la "Tondo Gioeni"; la "Giuseppe Montana"; la "Pigno"; la "Monte Po"cite-ref-84[84].
Archivio Storico Comunale
Nel corso dei secoli interessi privati e ingerenze ecclesiastiche causarono continui e irreparabili danni ai documenti della Cittàcite-ref-85[85]. Le maggiori perdite si ebbero a causa delle numerose vicissitudini politiche e calamità naturali che hanno colpito Catania: il mwbtyterremoto del 1169, il saccheggio di mwbtcEnrico VI di Svevia nel 1194, la mwbtgguerra del Vespro del 1282, le mwbtkguerre civili del XIV secolo, la mwbtorivolta del 1647, il terremoto del 1693, i moti del 1837 e 1848, i saccheggi delle truppe del 1849 e del 1860, e infine l'incendio gravissimo del 1944cite-ref-86[86].
Oggi l'Archivio Storico conserva documenti dell'Amministrazione Comunale di Catania risalenti a mezzo secolo facite-ref-87[87], rappresentando una fonte per comprendere il passato della cittàcite-ref-88[88]. La nascita dell'istituzione risale al 1352 – come tramandato da Michele da Piazza, mwbukHistoria Sicula, XIV sec, cap.51-52cite-ref-89[89]cite-ref-90[90] –, mentre i documenti più antichi pervenuti, prima dell'incendio del Palazzo Municipale del 14 dicembre 1944, erano i Capitoli municipali speciali del 3 maggio 1392 e un mandato di pagamento datato 4 settembre 1414cite-ref-91[91]. Il nucleo originario del patrimonio archivistico è costituito dai documenti sopravvissuti, dai versamenti periodici e dalle acquisizioni realizzate tra il 1957 e il 1974 dalla Commissione per la Ricostituzione dell’Archivio Storico Comunale, con l'obiettivo di restituire alla città almeno in parte la memoria dell’archivio civico perduto. In particolare, sono state riprodotte centinaia di registrazioni provenienti dal fondo Real Cancelleria di Sicilia e dai mwbvcRiveli di Catania, oltre all’acquisto della «mwbvgGiuliana» dei fratelli Rizzari della metà del XVII secolo, insieme a rare e preziose edizioni.
Tra i materiali conservati vi è anche l'Archivio Familiare «Eredi Verga», contenente lettere, corrispondenze, atti giudiziari, libri contabili, alberi genealogici e altra documentazione variegata accumulata in quasi due secoli di vita della famiglia dello scrittore mwbvsGiovanni Verga, donata al Comune di Catania. Sono inoltre conservate pellicole originali dei film dell'attore catanese mwbvwAngelo Musco realizzati tra il 1934 e il 1939. Dal 1998 ha sede nell'ex chiesa di Santa Caterina da Siena, nota come mwbv4S. Caterina del Rosario, precedentemente parte del convento dei Padri Domenicani (attualmente sede dell'mwbwaArchivio di Stato in Via Vittorio Emanuele II, 156) e costruita dopo il terremoto del 1693cite-ref-92[92].
Università
L'mwbwsUniversità degli Studi di Catania, fondata nel 1434, è la più antica della Sicilia. Curiosamente, mezzo secolo prima della sua istituzione, nel 1376 mwbwwVirdimura fu la prima donna medico della città e d'Europa legalmente riconosciuta come dottore in medicina, esaminata direttamente dai medici fisici della mwbw0Casa reale d'Aragona e autorizzata a praticare la medicina fisicacite-ref-93[93], quando un tempo era consuetudine ottenere un'autorizzazione o una "licentia practicandi".cite-ref-94[94]
È una delle più grandi del Sud Italia, con 56 015 iscritti divisi in ventidue dipartimenti. Sono presenti anche i mwbxcLaboratori nazionali del Sud facenti parte dell'mwbxgIstituto nazionale di fisica nucleare.
Inoltre, Catania è sede della mwbxoScuola Superiore, uno dei cinque centri d'eccellenza per universitari in Italia, del mwbxsConservatorio Vincenzo Bellinicite-ref-95[95] e anche di un'mwbyaAccademia di belle articite-ref-96[96].
Nel 2006 ha ospitato i mwbyyCampionati Europei di Robotica Eurobot 2006, una competizione europea di robotica educativa che ha visto la partecipazione di numerose squadre provenienti da diversi Paesi, organizzata in particolare dal Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e dei sistemi e dalla Facoltà di Ingegneriacite-ref-97[97].
Musei
La città siciliana ospita numerosi mwby0musei. Tra i principali:
• mwbzaMuseo Diocesano;
• mwbzmmwbzqMuseo Civico Castello Ursino;
• mwbzymwbzcAntiquarium regionale del Teatro romano;
• mwbzkMuseo Civico Vincenzo Bellini;
• mwbzwCasa Museo Giovanni Verga;
• mwbz8Museo Emilio Greco.
Presso il mwbaiCentro fieristico "le Ciminiere" (importante mwbamex area industriale, situata nei pressi della Stazione Centrale e completamente ristrutturata negli anni Novanta) sono presenti:
• il mwbayMuseo storico dello Sbarco in Sicilia - 1943, dedicato allo mwbacsbarco degli Alleati in Sicilia durante la mwbagSeconda guerra mondiale. Al suo interno è stata realizzata una minuziosa riproduzione di una piazza siciliana prima e dopo un bombardamento, che viene simulato all'interno di un rifugio antiaereo. Il museo contiene una vasta collezione di oggetti e uniformi, armi del tempo, statue in cera dei protagonisti del conflitto bellico, ricostruzioni virtuali dello sbarco ed un minuzioso elenco dei caduti;cite-ref-98[98]
• il mwba4Museo del Cinema, che contiene cimeli e ricostruzioni di scene famose di film, con una sezione interamente dedicata a Catania come set cinematografico. Dal 2025 ospita anche la mwba8OG300cite-ref-99[99], macchina da presa inventata a inizio Novecento dal catanese mwbbqGaetano Ventimiglia;
• il mwbbyMuseo della Radio d’epoca, con pezzi della collezione realizzata da Francesco Romeo, che ripercorrono le tappe della storia delle telecomunicazioni;
• inoltre, all'interno del complesso si svolgono manifestazioni e mostre periodiche e permanenti, tra cui la "mwbbgMostra permanente delle carte geografiche antiche della Sicilia" (Collezione La Gumina)cite-ref-100[100].
L'mwbb4Università di Cataniacite-ref-101[101] ospita all'interno dei propri dipartimenti ulteriori prestigiosi musei (a carattere accademico e non solo):cite-ref-102[102]
• mwbckMuseo dell'mwbcoOrto botanico;
• mwbcwMuseo di zoologia;
• mwbc8Città della Scienza;
• mwbdiMuseo dei saperi e delle mirabilia siciliane;
• mwbdqMuseo di biologia e anatomia umana;
• mwbdyMuseo di mineralogia petrografia e vulcanologia;
• mwbdgMuseo della paleontologia;
• mwbdoMuseo della rappresentazione;
• mwbdwArchivio ceramografico;
• mwbd4Museo di archeologia.
Altri importanti musei, pubblici o privati, presenti in città sono:
• mwbeiMuseo arte contemporanea Sicilia (MacS), l'unico museo di arte contemporanea figurativa in Italia, che ospita una collezione di arte contemporanea figurativa internazionale;
• mwbeumwbeyMuseo Paleontologico dell'Accademia Federiciana, istituito nel 1996 da Fortunato Orazio Signorello, che accoglie mwbecfossili provenienti da ogni parte del mondo, risalenti a un arco di tempo compreso tra il mwbegSiluriano (435-395 milioni di anni fa) e il mwbekNeozoico (2-1,5 milioni di anni fa);
• mwbesPinacoteca "Nunzio Sciavarello", presso l'ex chiesa di San Michele Minore in piazza Manganellicite-ref-103[103];
• mwbfeGalleria d'Arte Moderna (GAM)cite-ref-104[104];
• mwbfcCasa Museo "Carmelo Mendola"cite-ref-105[105];
• mwbf0Herborarium Museum, spazio polivalente in cui promuovere l'arte, la cultura, la divulgazione scientifica. Sede del Presidio del Libro di Catania, nonché del primo Caffè Scienza del sud Italiacite-ref-106[106];
• mwbgmMuseo degli antichi strumenti di scritturacite-ref-107[107];
• mwbgkMuseo del giocattolo;
• mwbgsMuseo del mare e della pesca;
• mwbg0Museo della fabbrica del mwbg4Monastero dei Benedettini;
• mwbhaMuseo e teatro dei Pupi "Fratelli Napoli"cite-ref-108[108];
• mwbhyMuseo tattile Borges Stamperie Braillecite-ref-109[109];
• mwbhwMuseo del granocite-ref-110[110];
• mwbiiMuseo della Fondazione Kaloscite-ref-111[111];
• mwbjiMuseo delle mwbjmCandelore, presso la mwbjqchiesa di San Nicolò l'Arena;
• mwbjyMuseo di sculture in pietra lavica "Nino Valenziano Santangelo", che ospita le opere dell'artista catanesecite-ref-114[114];
• mwbjwModern Gallery of Arts and Motors (MOGAM)cite-ref-115[115];
• mwbkiMuseo MF Museum Fashion, realizzato dalla stilista Marella Ferrera in un'ala di mwbkmPalazzo Biscaricite-ref-116[116];
• mwbkkMuseo Crociferi - Art and Chocolatecite-ref-117[117];
• mwbk8Società Storica Catanesecite-ref-118[118];
• mwbluOsservatorio Astrofisicocite-ref-119[119].
Media
La maggior parte dei media della città sono gestiti dall'imprenditore mwblwMario Ciancio Sanfilippo, uno degli uomini d'affari di maggiore rilevanza in Sicilia.
Stampa
Catania è sede dei mwbl8quotidiani regionali mwbmamwbmeLa Sicilia, il secondo dell'isola, del mwbmimwbmmQuotidiano di Sicilia e del settimanale di annunci economici mwbmqIl Mercatino (fondato nel 1978)cite-ref-120[120]. In passato è stata la sede della rivista mwbmomwbmsI Siciliani e dei quotidiani mwbmwmwbm0Il Corriere di Sicilia, mwbm4mwbm8L'Isola, i quotidiani della sera mwbnamwbneUltimissime e mwbnimwbnmEspresso Sera, il quotidiano mwbnqmwbnuGiornale del Sud dal 1980 al 1982 diretto da mwbnyGiuseppe Fava, il settimanale della mwbncDiocesi di Catania mwbngProspettive (stampato dal 1984)cite-ref-121[121]. Tra quelli online risultano invece mwbn4Catania Today e mwbn8SudPress.
Fra gli altri giornali che appartengono alla memoria della città, si possono citare fra i tanti, mwboeGazzetta di Catania, mwbomSicilia Economicacite-ref-122[122], mwbogl'Unione, mwbooD'Artagnan (giornale politico di Prospero Pirotti), mwbowMyosotis (rivista di lettere e arti), mwbo0Il riscatto, mwbo4Unica (rivista mensile d'arte e di mondanità), mwbo8L'azione, mwbpaL'attività siciliana, mwbpeIl giornale di Catania, mwbpmmwbpqGiornale del Gabinetto Letterario dell'Accademia Gioenia, mwbpuBollettino ecclesiastico dell'Archidiocesi di Catania, ai quali si aggiungeranno, fino all'avvento del regime fascista, mwbpyMinerva dei Campi (quindicinale di tecnica agraria e zootecnica), mwbpcmwbpgGiornale dell'Isola, mwbpkIl Monserrato, mwbpsLa Provincia di Catania, mwbpwLa Polemica Siciliana (direttore da Alberto Scabelloni), mwbp0Il Popolo di Sicilia (fondato da mwbp8Gennaro Villelli), mwbqamwbqeCorriere di Catania, ma anche mwbqiL'Unità (edizione Catania), mwbqqCatania Rivista del Comune, mwbquL'amico della gioventù (rivista dello studente), mwbqyCatania Sera (fondato nel 1954 ed edito fino agli anni '90), la rivista mwbqcFarfalle (mwbqgTitomanlio Manzella, fondatore)cite-ref-123[123].
Sono più recenti mwbq4Rivista (del Teatro Massimo Bellini), mwbq8Camene (rivista di Lettere Arte Scienza), mwbrail Grido (settimanale di cine, sport, arte, moda, attualità), mwbremwbriLa Tecnica della Scuola, mwbrmCatania oggi, mwbrqCatania Sera, mwbruCatania Medica, mwbryFormazione Psichiatrica, mwbrcRivista Storica Siciliana (diretta da mwbrgSanti Correnti), mwbrkSotto il Vulcano, mwbroLemonade (mwbrsfree press), mwbrwI Vespri, mwbr4Il Piccolo, mwbr8Incontri (mwbsafree press diretto da Aldo Motta), mwbsiAFC (rivista dell'associazione Amici della Ferrovia di Catania), il magazine mwbsmPaesi Etnei Oggi (dal 1994)cite-ref-124[124], mwbskRivista del Calcio Catania e dal 2002 al 2008 mwbsoPianeta Catania Stadio, il periodico di informazione calcistica free-press mwbssI RossoAzzurri (dal 2006). Esistono testate di breve durata come nel caso di mwbs0Stilos, mwbs4Casablanca, mwbs8La Zona Franca, mwbtaKatane, mwbteCorridoio - Porte d'interferenza, mwbtiSpray Magazine, apparse nei primi anni Duemila.
Dal 2024 il quotidiano mwbtqmwbtuAvvenire ha accolto il progetto "Avvenire Catania", un'iniziativa editoriale della diocesi catanese affiancata al citato settimanale diocesano "Prospettive" e che cura due pagine, con cadenza bisettimanale, sia offrendo notizie e analisi sui problemi e le buone pratiche del territorio di Catania, con particolare attenzione a temi sociali, sia proponendo argomenti e iniziative positive della comunità localecite-ref-125[125]cite-ref-126[126]cite-ref-127[127].
Radio
In città sono presenti diverse emittenti radiofoniche: alcune a carattere regionale come Radio Amore, Radio Telecolor, Radio SIS, e altre a livello locale quali Radio Video 3, Radio Catania, R.S.C., Studio 90 Italia, Radio Sgrusciu, Antenna Uno, Antenna Trinacria, Radio Onda Blu, Radio Zammù, Radio Smile, Radio Lab e Bella Radio.
Televisione
Catania è sede di emittenti televisive quali: mwbuyAntenna Sicilia, mwbucSicilia Channel, mwbugTelecolor, mwbukVideo 3, mwbuoTelejonica, mwbusTelesicilia color, mwbuwUltima TV, D1 Television, D2 Channel e Sestarete.
Teatro
Catania è la città a più alta densità teatrale della mwbvySicilia. Molteplici le compagnie teatrali che vi operano, sia professionali che amatoriali. Il più importante teatro della città è il mwbvcTeatro Massimo Vincenzo Bellini, costruito, seguendo lo stile dell'Opera di Parigi, dagli architetti mwbvgAndrea Scala e mwbvkCarlo Sada alla fine del XIX secolo e inaugurato nel 1890; è un teatro lirico di tradizione, vanta un'orchestra sinfonica e un coro stabile ed è sede di stagione operistica e concertistica. Da alcuni anni dispone della sala del mwbvoTeatro Sangiorgi che viene utilizzata per concerti di musica da camera e per prove di spettacoli. Molto attivi sono inoltre il mwbvsTeatro Stabile (che svolge le sue attività sia nel Teatro Verga che nel Teatro Musco) e il Teatro Metropolitan, nonché il mwbvwPiccolo Teatro. Esistono poi il Teatro Ambasciatori e il Teatro Erwin Piscator.
Cinema
Film ambientati a Catania
• Cabiria di Giovanni Pastrone (1914)
• Casta Diva di Carmine Gallone (1935)
• L'arte di arrangiarsi di Luigi Zampa (1954)
• Divorzio all'italiana di Pietro Germi (1961)
• Don Giovanni in Sicilia di Alberto Lattuada (1967)
• Un bellissimo novembre di Mauro Bolognini (1969)
• Malizia di Salvatore Samperi (1973)
• Mimì metallurgico ferito nell'onore di Lina Wertmüller (1973)
• Anni di piombo di Margarethe von Trotta (1981)
• Storia di una capinera di Franco Zeffirelli (1993)
• La Piovra VII di Luigi Perelli (1995) (settimo film per la TV della celebre saga)
• Mundo civilizado di Luca Guadagnino (2003)
• Il bell'Antonio di Maurizio Zaccaro (2005) (film per la TV)
• Nuovomondo di Emanuele Crialese (2006)
• Il sole nero di Krzysztof Zanussi (2006)
• Una notte blu cobalto di Daniele Gangemi (2008)
• La matassa di Ficarra e Picone (2009)
• Le ultime 56 ore di Claudio Fragasso (2009)
• I baci mai dati di Roberta Torre (2010)
• Tuttapposto di Gianni Costantino (2019)
A Catania già nei primi anni del Novecento, proprio agli mwbwaalbori del cinema, sorsero varie mwbwecase di produzione cinematograficacite-ref-128[128]: la "Morgana Film" da non confondersi con una mwbwyomonima società romana, mwbwcEtna film, mwbwgKatana film, mwbwkSicula film e mwbwoJonio filmcite-ref-129[129]cite-ref-instoria-130-0[130]. In questo periodo, in città, vennero girate alcune scene di mwbxmCabiria, considerato il più grande mwbxqkolossal e il più famoso film italiano del cinema muto.
La produzione cinematografica di Catania durò solo pochi anni, poi dopo la mwbxwguerra essa si concentrò a mwbx0Roma, sino alla crisi che colpi il settore in Italia per tutti gli anni venti. Tentativi di rilancio successivi, ma senza seguito, furono quelli di Ugo Saitta nel 1935 con il film mwbx4Clima puro, e mwbx8mwbyaLo voglio maschio, con mwbyeTuccio Musumeci, nel 1971.
Musica
La più grande gloria artistica della città di Catania è il musicista mwbyoVincenzo Bellini, nato in questa città nel 1801 e morto presso Parigi nel 1835, autore di numerose opere liriche, tra le quali capolavori come mwbysmwbywNorma, mwby0mwby4La sonnambula e mwby8mwbzaI puritani. Tra i musicisti che hanno lasciato una profonda impronta si ricordano: mwbzePietro Antonio Coppola, mwbziGiovanni Pacini, mwbzmPietro Platania e un pronipote di Bellini, Ascanio Bazan (1857-1943)cite-ref-131[131].
Nel campo della musica colta Catania ha dato i natali anche ad altri illustri compositori del Novecento: mwbzoFrancesco Paolo Frontini, mwbzsGiuseppe Perrotta, mwbzwAlfredo Sangiorgi, mwbz0Aldo Clementi, mwbz4Francesco Pennisi, mwbz8Roberto Carnevale, mwb0aEmanuele Casale e mwb0eMatteo Musumeci.
Negli anni compresi fra il 1910 e il 1940 la canzone dialettale catanese d'autore ebbe un periodo d'inaspettato splendore e popolaritàcite-ref-132[132], nonostante le censure del mwb0cregime fascista nei confronti delle mwb0glingue parlate, tant'è che esistevano spesso due versioni (italiano/siciliano) del medesimo brano. Fra gli autori di queste canzoni e mwb0kcanti ci furono mwb0oGaetano Emanuel Calì, mwb0sGianni Bucceri, mwb0wSanto Santonocito, Salvatore Riela (1897-1981)cite-ref-133[133], il citato Frontini, mwb1iFrancesco Pastura, Giovanni Gioviale (1885-1949), Luciano Maglia (1908-1980)cite-ref-134[134], rappresentanti tutti della mwb1cmusica siciliana popolare.
A partire dagli anni anni 1960 mwb1kRoberto Pregadio diresse alcune mwb1ocolonne sonore di mwb1sfilm di genere. mwb1wPippo Caruso, direttore delle orchestre mwb10Rai di Roma e Milano, del Festival di Sanremo, realizzò mwb14sigle televisive e dischi per numerosi artisti nazionali. La pianista mwb18Dora Musumeci si occupò di arrangiamenti mwb2ajazz di canzoni di mwb2emusica leggera per radio, teatro e cinema.
Nei primi anni 1970 si fecero notare mwb2mPlinio Maggi, vincitore del mwb2qCastrocaro '65, i mwb2uBeans in gara a mwb2ySanremo '78, mwb2cGianni Bella, mwb2gMarcella Bella. Una carriera di collaborazioni significative ebbe mwb2kFarida. Successivamente sono sorti decine di nuovi gruppi musicali e cantautori (da mwb2oUmberto Balsamo a mwb2sCristiano Malgioglio, a mwb2wVincenzo Spampinato). Il più importante è probabilmente mwb20Franco Battiato, celebre cantautore nato e cresciuto a mwb24Riposto, nella città metropolitana di Catania, le cui sperimentazioni musicali hanno influenzato molti altri autori. Nel genere mwb28disco i mwb3afratelli La Bionda, nati a mwb3eRamacca, dopo il passaggio al mwb3iFestival di Musica d'Avanguardia e di Nuove Tendenze (1972), fondarono il gruppo dei mwb3mD. D. Sound, conquistando le classifiche di mezza Europa.
Successivamente sono arrivati i mwb3oDenovo di mwb3sMario Venuti e mwb3wLuca Madonia, mwb30Gerardina Trovato, mwb34Carmen Consoli (lanciata dalla casa di produzione di mwb38Francesco Virlinzi), gli mwb4aSugarfree, mwb4eMario Biondi, mwb4iAntonella Arancio (due anni al mwb4mFestival di Sanremo, nel '94 e nel '95) e molti altri.
Alla scena mwb4urock degli anni 1980 e anni 1990 appartengono gli mwb4ySchizo, gli mwb4cUzeda, i mwb4gFlor de Mal e i Pyrosis. I mwb4oBoppin' Kids, band di mwb4srockabilly e mwb4wpsychobilly, parteciparono a mwb40Sanremo Rockcite-ref-135[135]cite-ref-136[136]. Lo showman mwb5yFiorello reinterpretava grandi successi della musica italiana e internazionale. Allo stesso periodo risale il mwb5cFestival della nuova canzone siciliana che per certi aspetti rappresentò forse un modo per riscoprire sonorità e espressioni linguistiche in disuso, rinverdendo una tradizione che risaliva ai tempi dei cantastorie (si pensi a mwb5gCiccio Busacca, mwb5kVito Santangelo, mwb5oOrazio Strano e a tanti altri). Per altro verso, tra i rappresentanti di punta più apprezzati della canzone melodica napoletana in città va menzionato almeno mwb5sGianni Celeste. Eppure, negli anni novanta, Catania si conquistò l'appellativo di "mwb5wSeattle del sud", per la rilevanza internazionale della sua scena musicale (molte band internazionali scelsero in quegli anni Catania come unica data in Italia dei loro tour). Nel 1994 il progetto mwb50The Happy Island propose il primo brano mwb54house, interamente ideato da tre mwb58deejay delle discoteche della cittàcite-ref-137[137]. Importante è stato poi il contributo di artisti che hanno sfruttato il mwb6qsiciliano per creare un caratteristico stile comico, come i Piscarias e il cantante mwb6yBrigantony. I mwb6cLautari si sono invece dedicati alla riscoperta, in chiave moderna, del repertorio tradizionale siciliano. The Acappella Swingers, catanesi anch'essi, ripropongono le sonorità del mwb6gdoo-wop degli anni Cinquanta.
Negli anni anni 2000 mwb6oPatrizia Laquidara si aggiudicava il mwb6sPremio Mia Martini della Critica e il premio mwb6wAlex Baroni a mwb60Sanremo 2003. Di breve durata fu la carriera dell'esordiente mwb64Veruska. Con la nascita di talent show televisivi come mwb68mwb7aX Factor, emerge mwb7eLorenzo Fragola che più tardi parteciperà alla mwb7i65ª edizione del mwb7mFestival di Sanremo nella sezione "Campioni".
Al cinema mwb7uPaolo Buonvino firmerà le mwb7ycolonne sonore per film di registi come mwb7cFaenza, mwb7gVirzì, mwb7kVerdone, mwb7oRubini, mwb7sMuccino. mwb7wEtta Scollo sperimenterà originali forme di commistione fra folk, jazz, pop e mwb70dialetto siciliano. Rita Botto ha ricreato melodie uniche e indimenticabili d'ambientazione mediterranea. Per la musica classica Catania è patria del pianista mwb78Francesco Nicolosi che è stato direttore artistico dell'mwb8aE.A.R. Teatro Massimo Bellini fino al 2019. Il rapper L'Elfo, definito un veterano del mwb8ihip hop underground catanesecite-ref-138[138], ha proposto svariati singoli in collaborazione con mwb8cInoki, mwb8gMadMan, mwb8kNerone, mwb8oVacca, spesso corredati da video su mwb8sYouTube sullo sfondo dell'mwb8wEtna e delle periferie della città.
La mwb84Sea Musica (o Seamusica) è una mwb88casa discografica specializzata in città nella produzione di mwb9amusica folklorica in mwb9esiciliano e di mwb9imusica napoletana, esportate nel resto della penisola e all'estero; attualmente produce numerosi cantanti mwb9mneomelodici e mwb9qvideoclip per le mwb9utv locali e per il mwb9yweb; gli artisti più noti della SEA sono mwb9cGianni Celeste e Angelo Cavallaro.
Geografia amministrativa
Suddivisioni amministrative
Il comune diede avvio al decentramento amministrativo per la prima volta nel 1971, quando furono istituiti 26 mwb-equartieri facenti capo ad altrettante mwb-iparrocchie. Essi furono ridotti nel 1978 a 17 Circoscrizioni, che furono a loro volta riorganizzate nel 1995 in 10 Municipalità. Ognuna è contrassegnata da un numero progressivo e da un nome: I. Centro-mwb-mSan Cristoforo-Angeli Custodi; II. mwb-qOgnina-mwb-uPicanello; III. Borgo-Sanzio; IV. Barriera-mwb-yCanalicchio; V. mwb-cSan Giovanni Galermo; VI. Trappeto-mwb-gCibali; VII. mwb-kMonte Po-mwb-oNesima; VIII. mwb-sSan Leone-Rapisardi; IX. mwb-wSan Giorgio-mwb-0Librino; X. San Giuseppe La Rena-mwb-4Zia Lisa.
mwb-aL'Istituzione delle Municipalità
Con delibera del mwb-yconsiglio comunale nel 2020 è stata disposta l'Istituzione delle Municipalità per sostituire le Circoscrizioni
Pertanto a decorrere dal 2020 le mwb-gMunicipalità saranno organizzate in questa modalità:
• Prima Municipalità (Centro); 1ª Municipio
• Seconda Municipalità (Ognina - Picanello - Barriera - Canalicchio); 2ª Municipio
• Terza Municipalità (Borgo Sanzio); 3ª Municipio
• Quarta Municipalità (S. Giovanni Galermo -Trappeto - Cibali); 4ª Municipio
• Quinta Municipalità (Monte Po - Nesima - San Leone - Rapisardi); 5ª Municipio
• Sesta Municipalità (S. Giorgio - Librino - S. Giuseppe la Rena); 6ª Municipio
Profilo urbanistico e architettonico
Catania è segnata da profondi sconvolgimenti naturali (in particolare, l'mwcaqeruzione dell'Etna del 1669 e il mwcauterremoto del Val di Noto del 1693), da importanti tentativi di ricostruzione e, nel XX secolo, da ambiziose iniziative tese a favorire un rilancio industrialecite-ref-atripaldi8-139-0[139]. La città inoltre porta ancora su di sé le "cicatrici provocate da conflittualità di interessi e da urbanizzazione selvaggia"cite-ref-atripaldi8-139-1[139].
Un piano di livellamento, nel secondo Ottocento, ha eliminato i frequenti salti di quota: tale operazione ha lasciato diversi segni sugli edifici, che a volte appaiono caratterizzati, secondo Giuseppe Dato, "fuori da ogni logica compositiva"cite-ref-140[140], con porte e finestre che scambiano il proprio ruolo originario.
Anche per la minacciosa presenza del vulcano Etna, il piano compositivo della città appare specialmente legato a una instabilità di riferimentocite-ref-141[141]. Si registra anche un'apparentemente fallita convergenza tra l'idea della città nella mente degli architetti (con anche applicazioni virtuosistiche) e i destinatari, i cittadini, con i loro "reali comportamenti insediativi"cite-ref-142[142].
Il XX secolo: cronistoria urbanistica
• 1932 - viene bandito un concorso nazionale per l'approvazione di un Piano Regolatore Generalecite-ref-scau-143-0[143].
• 1934 - il consiglio comunale approva una fusione del primo e del secondo premio del concorso nazionale.
• 1935 - viene redatto un regolamento edilizio dall'ingegnere Salvatore Giuliano.
• 1942 - la deliberazione del PRG presentato viene restituita, non approvata, dalla Prefettura.
• 1951 - viene abrogato dal consiglio comunale il piano di ricostruzione per il quartiere San Berillo e approvato il piano ISTICA: il 3 luglio 1954 interviene una legge speciale della Regione Siciliana.
• 1954 - il Comune pubblica il PRG, ma la Regione non approva, giudicandolo incompleto e invitando a modifiche.
• 1956 - decade una legge che permetteva al Comune di servirsi del PRG per quanto non approvato: viene istituita una commissione di studio per l'approvazione di un nuovo regolamento edilizio che sostituisca quello del 1935, ancora vigente: la commissione non produce quanto richiesto. Il Comune, allora, affida all'ingegnere Giuliano l'incarico di modificare il regolamento da lui redatto nel 1935, per adattarlo alle mutate esigenze della città. Il nuovo regolamento edilizio viene prodotto da Giuliano, con la collaborazione dell'ingegnere Pardo (membro dell'ufficio tecnico) e dell'architetto Ficara (libero professionista), ma il Comune non lo pubblica.
• 1961 - una nuova amministrazione comunale incarica il professor architetto mwccoLuigi Piccinato di redigere un piano che sostituisca quello del 1954. In seguito a forte insistenza da parte dell'amministrazione comunale, Piccinato è costretto a stralciare dagli studi preparatori un programma di fabbricazione.
Lo sventramento del quartiere di San Berillo
mwcc8San Berillo era uno storico quartiere di Catania, densamente abitato e pieno di botteghe di artigiani. Il suo sventramento fu realizzato a partire dalla seconda metà degli anni 1950 (che coinvolse per lo più i quartieri limitrofi, più che San Berillo propriamente detto), motivato dai politici sia per potere collegare direttamente mwcdaPiazza Stesicoro con la piazza Papa Giovanni XXIII sia con il fine di estirpare la criminalità e rendere la zona meno malsana, e ha determinato una ferita nel volto della città, oltre ad avere lasciato un vuoto ancora visibile nel suo tessuto urbano e a non fruttare i risultati sperati. Gli sfollati andarono ad abitare una zona che negli anni 1960 era ancora periferica o comunque non regolamentata, indicata dal comune, che corrisponde all'attuale quartiere di mwcdeSan Leone, chiamato anche proprio per questo San Berillo nuovo.
Economia
Infrastrutture e trasporti
Strade
Catania possiede una delle nove tangenziali presenti in Italia (prosecuzione dell'mwcdgautostrada A18 Messina-Catania) che contorna la città descrivendo un arco, dal casello autostradale di Catania Nord, piegando verso ovest e dirigendosi infine verso sud per mwcdk30 km in direzione di mwcdoSiracusa; la viabilità di attraversamento cittadino viene completata dalla circonvallazione che si snoda in direzione ovest-est nella parte mediana dell'agglomerato urbano.
Alla mwcdwtangenziale di Catania sono connesse le autostrade mwcd0A18 (Catania-Messina), l'mwcd4A19 (Catania-Palermo) e l'mwcd8autostrada CT-SR (Catania-Siracusa) che si collega a Villasmundo con la mwceastrada statale 114 Orientale Sicula.
Metropolitana
Catania è l'unica città siciliana a essere dotata di una mwcegmetropolitana, una delle mwceksette presenti in Italia. La mwceometropolitana di Catania fu inaugurata il 27 giugno 1999cite-ref-144[144], è gestita dalla mwce8Ferrovia Circumetnea (FCE) e si estende per circa mwcfa10,5 km lungo la linea Nesima - Stesicoro, inclusa diramazione Galatea-Porto. Il servizio passeggeri, attualmente, riguarda solo la tratta Monte Po-Stesicoro, senza la diramazione Galatea-Porto. Dispone di dodici stazioni (mwcfeMonte Po, Garibaldi, Nesima, mwcfiSan Nullo, mwcfmCibali, mwcfqMilo, mwcfuBorgo, mwcfyGiuffrida, mwcfcItalia, mwcfgGalatea, mwcfkPorto (chiusa al pubblico), mwcfoGiovanni XXIII e mwcfsStesicoro). Sono in corso i lavori per la realizzazione della tratta Stesicoro-Palestro, di mwcfw2,2 km, con tre stazioni. Sono inoltre state appaltate due importanti tratte, la Palestro-Aeroporto, di mwcf04,6 km, e la Monte Po-Misterbianco Centro, di mwcf42,1 kmcite-ref-145[145]cite-ref-146[146]. Con queste estensioni, la linea si svilupperà su mwcgc19,4 km, da Misterbianco centro all'aeroporto Fontanarossa con ventitré stazioni, a cui si aggiungerà la tratta Misterbianco-Paternò.
Ferrovie e tranvie
La città di Catania è dotata di numerose stazioni ferroviarie delle mwcgoFerrovie dello Stato e della Ferrovia Circumetnea. Sin dal 1867 la città è servita dalla mwcgsstazione ferroviaria di mwcgwCatania Centrale, che veniva raggiunta dalla mwcg0ferrovia proveniente da Messina con un tracciato che seguiva la linea di costa dalla mwcg4Stazione di Cannizzaro, attraverso il borgo di Ognina e il villaggio marinaro di San Giovanni li Cuti (l'intero percorso è quasi tutto in galleria tramite la mwcg8Galleria di Ognina e quella poco dopo successiva di Cannizzaro). Due anni dopo (1869) venivano aperte la mwchastazione di Catania Acquicella, in seguito all'attivazione del primo tratto della nuova "linea dello zolfo" (poi mwchePalermo-Catania) e la mwchistazione di Bicocca. L'antica mwchmfermata di Catania Ognina (in servizio regolare dopo la soppressione, nel 1934, della mwchqtranvia proveniente da mwchuAcireale con termine corsa nella centrale piazza del Duomo) è stata sostituita dalla nuova, omonima stazione del mwchyPassante ferroviario realizzata alcune centinaia di metri più a sudcite-ref-147[147]. Tale stazione fa parte del servizio metropolitano RFI di prossima attivazione (vedi paragrafo seguente).
Dal 1895 la città è servita dalle stazioni della mwchwFerrovia Circumetnea: la stazione principale è quella di mwch0Catania Borgo, che comprende il mwch4deposito locomotive e le officine sociali. Nel territorio comunale insistono anche le stazioni di mwch8Cibali e di mwciaNesima. Dal Borgo la ferrovia proseguiva in sede semipromiscua con la traversata diagonale della città lungo il Corso delle Provincie e sul viale Jonio; lungo tale percorso erano in funzione le fermate di Corso Italia, Caito e Stazione con termine corsa nella mwciestazione di Catania Porto. All'inizio degli anni 1980 la circolazione fu limitata a Corso Italia con corse merci o di servizio occasionali per il porto. Tale prosecuzione cessò durante i lavori della metropolitana. Tutta la traversata fu infine dismessa nel 1999 in seguito all'attivazione della sottostante metropolitana.
Passante Ferroviario urbano
Il 24 luglio 2017 è stato inaugurato il primo tratto del mwciqpassante ferroviario urbano di Catania su cui è prevista l'istituzione di un servizio di tipo metropolitano. Il servizio comprende la sezione ferroviaria costituita dalle stazioni di mwciuGiarre-Riposto, Carruba, Guardia Mangano, Acireale Bellavista (di prossima realizzazione)cite-ref-148[148], mwcioAcireale, mwcisCannizzaro, mwciwCatania Ognina, mwci0Catania Picanello, mwci4Catania Europa, mwci8Catania Centrale, mwcjaCatania Acquicella, mwcjeCatania Aeroporto Fontanarossa, mwcjiBicocca e mwcjmPassomartino. Il mwcjqservizio, eventualmente, potrà estendersi a sud sino a mwcjuLentini.
Porti
La città è servita da un grande mwcjwporto commerciale e turistico nonché da alcuni porti più piccoli, turistici e da pesca: il mwcj0Porto Ulisse a Ognina, il mwcj4Porto Rossi e il mwcj8Porticciolo di San Giovanni Li Cuti.
Aeroporti
L'mwckyAeroporto Vincenzo Bellini di Catania è il quinto aeroporto italiano per numero di passeggeri (vedi la lista degli mwckcaeroporti più trafficati d'Italia) e il principale della Sicilia. La tratta Catania-Roma è la più trafficata a livello nazionale e la quarta in Europa. È servito da numerose compagnie aeree di linea e low-cost, con molteplici destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentalicite-ref-149[149].
Telecomunicazioni
La città è un importante landing point per diversi mwck4cavi sottomarini del mwck8Mediterraneo diretti verso mwclaMalta, mwcleEuropa e mwcliMedio Orientecite-ref-150[150].
Cavi sottomarini connessi:
• mwcloSEA-ME-WE 5
• IMEWE
• mwcl0MedNautilus
• Epic Malta-Sicily Cable System (EMSCS)
• Italy-Malta
Mobilità urbana; autobus
Il sistema dei trasporti a Catania è in crisi. Decenni di carenza progettuale non hanno permesso lo sviluppo di un sistema organico; la mancanza di progetti validi non ha permesso l'accesso ai contributi e ai finanziamenti con serie ripercussioni sulla qualità dei servizi.
Un'indagine condotta da un'associazione di consumatori su un campione di 2200 utenti dei trasporti pubblici di Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli e Catania constatava nel 2006, fra l'altro: «il 66% dei catanesi intervistati considera insufficiente la puntualità degli autobus, mentre il 58% è insoddisfatto della copertura della rete della metropolitana.»cite-ref-151[151]
La rete degli autobus urbani, gestita dall'mwcmoAzienda Metropolitana Trasporti (in origine Azienda Municipale Trasporti), pur disponendo di numerose linee su tutto il territorio comunale e non solo, soffre una cronica inadeguatezza e inefficienza, sia a causa di ripetuti problemi economici che per la difficile convivenza con il traffico e soprattutto la sosta (spesso illecita) di mezzi privati, con pochissime corsie preferenziali protette. Con la trasformazione dell'Amt in S.p.A. è iniziato un riordino dell'intero comparto del trasporto su gomma. Una prima linea "BRT" (mwcmsBus Rapid Transit) funziona dal 2013 collegando il parcheggio scambiatore "Due obelischi" a nord della città a piazza Stesicoro in centro città, mentre un secondo parcheggio scambiatore a Nesima, adiacente alle omonime stazioni della Ferrovia Circumetnea e della Metropolitana, ha accentrato altre linee urbane su gomma anche in previsione dell'istituzione di una seconda linea BRT. Dal parcheggio scambiatore di Fontanarossa, infine, transitano le linee veloci "Librino Express" e "Alibus" (quest'ultima collega l'aeroporto con la stazione ferroviaria di Catania Centrale).
Numerose sono le compagnie di bus che svolgono servizio extraurbano collegando Catania ai centri dell'hinterland, alle altre città regionali e nazionali: tra le principali, si ricordano l'mwcm0Ast (Azienda Siciliana Trasporti), la Fce (Ferrovia Circumetnea), la mwcm4Sais, l'Interbus e l'Etna trasporti.
Catania dispone di piste ciclabili che coprono una lunghezza di circa mwcna8 kmcite-ref-152[152].
Sport
Impianti sportivi principali
• mwcnkComplesso polisportivo di mwcnoCibali:
• mwcn0Stadio "Angelo Massimino", principale impianto sportivo della città, inaugurato nel 1937. L'attuale capienza è di 20.204 posti a sederecite-ref-153[153]; è dotato di un campo da calcio in erba naturale, di una pista d'atletica ad otto corsie, nonché di diverse palestre situate sotto gli spalti. Ospita le partite interne della squadra di calcio del mwcomCatania FC. In passato ha ospitato le partite interne di altre compagini, tra cui l'mwcoqAtletico Catania, la mwcouMassiminiana e la mwcoyJolly Componibili (squadra di calcio femminile campione d'Italia nel 1978).
• mwcogmwcokPalazzetto dello Sport "Luciano Abramo" (ex PalaSpedini), inaugurato nel 1967 e dotato di due tribune. Ospita diverse discipline sportive, tra cui il mwcoovolley: è stato l'impianto in cui giocarono le due squadre della pallavolo catanese campioni d'Italia, ovvero la mwcosPaoletti Catania (scudetto maschile nel 1977-78) e la mwcowTorre Tabita/Alidea (scudetto femminile nel 1979-80).
• mwco4Cibalino, campo d'allenamento in erba naturale, situato alle spalle della Curva Sud dello stadio "Angelo Massimino". L'impianto è dotato di due tribune poste sui lati lunghi del rettangolo di gioco. Malgrado il campo abbia dimensioni ridotte (che non lo rendono omologabile per i campionati di categorie superiori), attualmente è utilizzato dal Catania FC per gli allenamenti della prima squadra.
• mwcpaCittadella dello Sport di mwcpeNesima (via Filippo Eredia):
• mwcpqPiscina comunale olimpica a otto corsie, dotata di tribuna da 500 posti, vasca tuffi completa di tribuna e vasca d'ambientamento. Qui gioca in casa la squadra pluricampione di mwcpupallanuoto femminile mwcpyOrizzonte Catania.
• mwcpgmwcpkPalaNesima: originariamente capace di 6.500 posti, vi si giocarono i mwcpoIII Giochi mondiali Militari del 2003. Attualmente in stato di abbandono, il Comune di Catania ha presentato un progetto per il suo completo recupero, per destinarlo ad eventi sportivi e concerti.cite-ref-154[154]
• mwcqaCampo da calcio di Nesima, in erba sintetica (dal 2022), è dotato di una tribuna scoperta ed è l'attuale sede delle partite ufficiali delle formazioni giovanili maschili e femminili del Catania FC.
• mwcqiCampi da calcio a 5.
• mwcqqmwcquPalaCatania: palasport inaugurato nel 1997 per la mwcqyXIX Universiade, situato in corso Indipendenza nel quartiere di mwcqcSan Leone. Capace di 4.400 posti, è utilizzato per incontri nazionali ed internazionali di varie discipline sportive, quali volley, pallacanestro, mwcqgpallamano, mwcqkcalcio a 5, arti marziali ed altre discipline, nonché per concerti di vari artisti nazionali ed internazionali. Vi si sono disputate alcune partite dei mwcqoMondiali di volley maschile del 2010. Vi gioca la mwcqsMeta Catania C5 (campione d'Italia di calcio a 5 maschile 2023-24 e 2024-25).
• mwcq0Complesso sportivo del Villaggio Santa Maria Goretti (nell'omonimo quartiere, nei pressi dell'mwcq4aeroporto):
• mwcreStadio "Benito Paolone", con due tribune (delle quali, la principale è interamente coperta) per circa 6.000 posti complessivi, dove sono di casa la squadra di mwcrmrugby dell'mwcrqAmatori Catania e quella di mwcrufootball americano dell'mwcryElephants Catania. L'impianto dispone anche di un campo d'allenamento situato alle spalle della tribuna più piccola.
• mwcrgCampo di mwcrkZia Lisa, situato quasi accanto allo stadio di rugby, al confine con l'omonimo quartiere, ospita le partite di varie squadre di calcio.
• mwcrsComplesso polisportivo della mwcrwPlaia (viale Kennedy):
• mwcr8Piscina olimpica outdoor completa di tribuna con 3.000 posti e vasca coperta per gli allenamenti.
• mwcsePalestra per mwcsiatletica pesante, volley, pallacanestro.
• mwcsqComplesso polisportivo Zurria (sito in via Zurria nel quartiere degli mwcsuAngeli Custodi, nell'ex mattatoio comunale):
• mwcsgPiscina "Francesco Scuderi", che ospita varie società sportive, tra cui la squadra di pallanuoto maschile della mwcskNuoto Catania.
• mwcssPalaZurria, palasport che ospita varie discipline sportive indoor, tra cui la pallacanestro ed il pattinaggio artistico.
• mwcs0Complesso polisportivo del mwcs4CUS Catania (presso la mwcs8Cittadella Universitaria):
• mwctiStadio del CUS, utilizzato per l'atletica leggera, il rugby (con la squadra del mwctmCUS Catania Rugby) ed altre discipline sportive outdoor. Vi si svolge anche il mwctqPalio d'Ateneo tra le facoltà dell'mwctuUniversità di Catania.cite-ref-155[155] L'impianto è dotato di due tribune scoperte.
• Varie palestre e campi sportivi.
• mwctwPalaghiaccio: impianto polisportivo, utilizzato inizialmente per le discipline su ghiaccio e successivamente anche per tante altre attività sportive, oltre che per eventi musicali e culturali. Attualmente ha una capacità di 2.236 posti a sedere.cite-ref-156[156] Qui si sono svolti i mwcueMondiali di scherma del 2011. L'impianto si trova in viale Kennedy, sempre nel quartiere della Plaia.
• mwcummwcuqPalaGalermo: utilizzato per varie discipline indoor, è capace di 500 posti. Qui si sono svolti i campionati mondiali mwcuuPGS nel 2002. Si trova in viale Tirreno nel quartiere di mwcuyTrappeto.
• mwcuwCampo "San Teodoro Liberato": utilizzato per le partite sportive dei Briganti Rugby Librino. Dotato di una tribuna scoperta, si trova anch'esso nel quartiere di mwcu0Librino.
• mwcu8Campo "Cardinale Dusmet": utilizzato per le partite di hockey su prato, è dotato di una tribuna in tubolari metallici. L'impianto è situato in via Nuovalucello, nel quartiere del mwcvaVillaggio Dusmet (al confine con l'isola comunale di mwcveTremestieri Etneo).
• mwcvmCampo di Monte Po: realizzato in occasione della mwcvqXIX Universiade, è situato nell'omonimo quartiere al confine ovest della città ed è dotato di un'ampia tribuna scoperta. Nel 2022 è stato affidato in gestione all'USD Atletico Catania.cite-ref-157[157]
• mwcvoCampo Scuola: situato nel quartiere di mwcvsPicanello, è destinato all'atletica leggera. Ha una piccola tribuna scoperta.
Società sportive
Calcio
Futsal
Pallanuoto
Hockey
Calcio da spiaggia
Pallavolo
• mwcymPallavolo Catania
• mwcyuAlidea Catania
• La coppia di pallavoliste mwcycManuela Malerba e mwcygMargherita Chiavaro ha vinto 1 scudetto di mwcykbeach volley.
Cricket
Rugby
Football Americano
Squash
• New Squash Club Catania
Pallacanestro
Baseball
• Islanders Catania Baseball
Manifestazioni sportive
Giro d'Italia
Catania è stata sede della cosiddetta mwccy"Grande Partenza" del mwcccGiro d'Italia nell'edizione del mwccg1976, con il via ufficiale della corsa dato il mwcck21 maggio da piazza del Duomo per effettuare un circuito cittadino, che ebbe la vittoria di mwccoMichele Mara.cite-ref-giro-163-0[163] In totale, la città è stata mwcc8sede di tappa della "Corsa Rosa" in venti occasioni (tredici partenze e sette arrivi).cite-ref-giro-163-1[163]
Tappe del Giro d'Italia a Catania:
• mwcds1930 2ª tappa Catania - Palermo
• mwcee1949 2ª tappa Catania - Messina
• 1965 13ª tappa Catania - Taormina
• 1967 7ª tappa Catania - Etna
• mwcec1976 1ª tappa a Catania - Catania, vinta da mwcegPatrick Sercu
• mwceo1976 1ª-2ª tappa Catania - Siracusa
• mwcfq1989 2ª tappa Catania - Etna
• mwcfo1999 3ª tappa Catania - Messina
• mwcga2008 3ª tappa Catania - Milazzo
• mwcgi2018 4ª tappa Catania - Caltagirone
• mwcgq2020 4ª tappa Catania - Villafranca Tirrena
• mwcgy2022 5ª tappa Catania - Messina
Altre manifestazioni
Fra le classiche dello sport catanese la più nota a livello internazionale è il mwcgkTrofeo Sant'Agata di mwcgocorsa su strada, giunto alla 47ª edizione, che ha sempre richiamato un folto gruppo di partecipanti al più alto livello. Fra questi il campione olimpico di mwcgsmaratona all'mwcgwOlimpiade di mwcg0Atene 2004, mwcg4Stefano Baldini.
Il Trofeo internazionale "Spada d'Argento - Francesco Mannino" è dal 1968 una gara di mwchascherma annuale, dedicata alla memoria dello schermidore Francesco Mannino e organizzata dal mwchiCUS Catania.
Il Trofeo Trinacria d'Oro di mwchqginnastica artistica, a carattere internazionale, ebbe luogo a novembre dal 1979 al 2012 per 23 edizionicite-ref-164[164].
Nel 1989 si svolse la fase finale dei mwchoCampionati italiani di società di atletica leggera maschili e femminili tra il 21 e il 22 giugno.
Nel 1997 Catania (congiuntamente a mwchwPalermo e mwch0Messina) è stata la sede della mwch419ª edizione delle Universiadi e vi si è svolta la manifestazione di chiusura.
Nel 2001 ha ospitato i mwciaCampionati italiani assoluti di atletica leggera.
Nel 2003 Catania è stata la sede dei mwciiIII Giochi mondiali militari e degli affiliati mwcimCampionati mondiali militari di atletica leggera (41ª edizione).
Dal 2009 si svolge ogni anno una piccola maratona cittadina di 5mwciu km di solidarietà chiamata mwciyCorriCataniacite-ref-165[165].
Nel 2010 ha ospitato alcune gare dei mwciwcampionati mondiali di pallavolo.
Nel 2011 ha ospitato i mwci4campionati mondiali di scherma e i Campionati Europei Maschili di Hockey su Prato EuroHockey Championship III, dal 24 al 30 luglio 2011, presso il Campo Comunale «Cardinale Dusmet».
Nel 2014 ha ospitato una tappa dell'mwcjeEuro Beach Soccer League e le finali del mwcjiCampionato italiano di beach soccer.
Nel 1924 fu organizzata la prima mwcjqCronoscalata Catania-Etna automobilistica che scriverà da lì in poi pagine importanti dell'automobilismo nazionale e regionale, diventando assieme alla mwcjuMonte Erice (Trapani) e mwcjyCoppa Nissena (Caltanissetta) una delle cronoscalate più belle e importanti nel panorama nazionale. Nel 2010 si è disputata l'ultima edizione che fu annullata dopo un incidente grave, fatale per alcuni spettatori, è stata ripresa nel 2021 con un nuovo tracciato.
A metà tra sport e folklore si pone la mwcjgSan Silvestro a mare, una gara internazionale di nuoto che si svolge ogni anno il 31 dicembre presso il mwcjkporticciolo storico di Ognina.
Nel maggio 2025 ha avuto luogo il mwcjsCatania Air Show dell'mwcjwAeronautica Militare Italiana e Aero Club Catania, con la pattuglia acrobatica delle mwcj4Frecce Tricoloricite-ref-166[166]. A luglio dello stesso anno, si sono svolti gli Stati generali delle Politiche Giovanili, con la presenza del ministro mwckqAndrea Abodicite-ref-167[167].
Amministrazione
Consolati
La città ospita i consolati di mwcliAzerbaigian, mwclmBangladesh, mwclqBelgio, mwcluFinlandia, mwclyFrancia, mwclcGran Bretagna, mwclgGrecia, mwclkMalta, mwcloLettonia, mwclsPaesi Bassi, mwclwRomania, mwcl0Senegal, mwcl4Spagna, mwcl8Sri Lanka, mwcmaSudafrica, mwcmeSvizzera, mwcmiUcrainacite-ref-168[168].
Gemellaggi
cite-ref-169[169]
• Grenoble, dal 1961
• El Aaiún - RADS, dal 1999cite-ref-170[170]
• Ottawa, dal 2002
• Oświęcim, dal 2010
• Oxford, dal 2012
• Borgo Maggiore, dal 2015
• Kaliningrad, dal 2017cite-ref-172[172]
• Alessandria d'Egitto, dal 2019cite-ref-173[173]
Altre informazioni amministrative
Il comune di Catania fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: mwcpiregione agraria n.8 (Piana di Catania)cite-ref-174[174].
Note
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cite-note-5959. ↑ Qui infatti sorgeva la borgata eretta dagli sfollati mwdj8misterbianchesi dell'mwdkaeruzione del 1669, da cui il termine mwdkeBorgo o mwdkiBurgu.
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• mwelaAlfio Signorelli, Identità nobiliare e potere municipale a Catania nell'Ottocento, in Risorgimento: rivista di storia del Risorgimento e di Storia Contemporanea, LVII, 1 2, 2015, (Milano: Franco Angeli, 2015).
Voci correlate
• mwelqStoria di Catania
• mwelyEruzioni dell'Etna
• mwelgEruzione dell'Etna del 1669
• mwel4Municipi di Catania
• mwemqFesta di sant'Agata
• mwemyRete tranviaria di Catania
• mwemgGiuseppe Benedetto Dusmet
• mwemoSventramento di San Berillo
• mwemwVille di Catania scomparse
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.catania.it.
• Comune di Catania (canale), su YouTube.
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